IL CASO

Centro stoccaggio San Benedetto. Ambientalisti: «il Comune indennizzi i cittadini»

“Ambiente e Salute nel Piceno” ha presentato una proposta di delibera

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MARCHE. Il gruppo “Ambiente e Salute nel Piceno” presenterà ai consiglieri di San Benedetto Del Tronto una proposta di delibera sull’impianto di stoccaggio gas della società Gas Plus.


Gli ambientalisti hanno chiesto che il Comune attui un piano di indennizzi nei confronti dei cittadini a tutela del loro diritto della proprietà; ha auspicato la verifica da parte del Ministero sulla congruità dell’indennizzo e la sua immediata liquidazione in caso di approvazione della centrale.
La proposta è frutto di un incontro con i capigruppo della maggioranza in Comune, spiega il gruppo, «che ci hanno dato la loro disponibilità a presentare un testo di delibera a tutela del diritto alla proprietà da parte del singolo cittadino a tutti i gruppi consigliari».
Il gruppo ha chiesto che la proposta sia votata nel corso del prossimo Consiglio comunale.
Il progetto del centro di stoccaggio gas della società Gas Plus a San Benedetto del Tronto, riguarda anche l’Abruzzo in quanto vicina, geograficamente, alla sede del nascituro centro.
Si tratta della realizzazione di un impianto di gas naturale della società Gas Plus Storage a San Bendetto del Tronto tra la Salaria la linea ferroviaria San Benedetto-Ascoli e un tratto dell’autostrada A14 su un’area di 10.000 metri quadri. Al momento l’iter autorizzativo è fermo alla fase Via in attesa di ricevere la valutazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l'autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico.
La Gas Plus è la stessa azienda, ricorda la ricercatrice abruzzese, Maria Rita D’Orsogna nel suo blog, «che vuole stoccare a San Martino sulla Marrucina, a 4 km di distanza da un’area protetta detta "Parco dell'Annunziata", dove c’è un vincolo idrogeologico, ed in una zona sismica classificata “uno” dove possono esserci forti terremoti».

OSSERVAZIONI
Il Movimento 5 Stelle insieme all'associazione Ambiente e Salute nel Piceno, ha presentato una serie di osservazioni sul progetto alla luce del rapporto preliminare di sicurezza presentato dalla Gas Plus.
Ad esempio, hanno osservato i gruppi, nell'ambito della sicurezza, la Gas Plus ha utilizzato un metodo basato sulle probabilità che non contempla alcune tipologie di incidenti, come quelli causati da interventi esterni quali sabotaggi e atti terroristici.
Dubbi sono stati espressi anche sul rischio di risalita di metano dal giacimento sottostante la città e che porterebbero danni a cose e persone.
Per questa serie di motivi, Ambiente e Salute nel Piceno ritiene «inaccettabile che la Gas Plus non risponda alle osservazioni che sono state poste, o che si prefigga di fare le rilevazioni necessarie dopo aver realizzato la centrale. E’come se il medico ci prescrivesse una pillola sconosciuta e ci dicesse di verificare se ci uccide o no». Secondo il gruppo, è ormai giunto il tempo che il Consiglio comunale decida di schierarsi senza se e senza ma al fianco dei cittadini.
«Non ci bastano più le ammissioni di colpa sulla mancata informazione e sulla sbagliata gestione del problema», ha detto il gruppo, «la delibera da noi proposta, si basa sugli articoli della Costituzione 41 (diritto all’impresa) e 42 (diritto alla proprietà), sul decreto ministeriale del 10.09.2011 e principio di concertazione e chiede che il Comune di San Benedetto del Tronto, anche in virtù delle diffide di autotutela ricevute per la svalutazione degli immobili e delle attività , approvi tale azione e si schieri al fianco dei propri cittadini». Ogni atto che sia diverso ed inferiore ad una delibera, hanno chiarito gli ambientalisti, «ad esempio una mozione, sarebbe soltanto autoreferenziale, privo di ogni effetto pratico, e segnerebbe ancor più l’ambiguità e l’indifferenza verso la volontà dei propri cittadini».
Il gruppo ha annunciato, il 29 novembre, un incontro pubblico di verifica e di mobilitazione per fare il punto della situazione.