NUOVA LEGGE

ABRUZZO. Parto indolore: la Regione approva progetto di legge

Autorizzate tecniche con la partoanalgesia epidurale

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PARTO INDOLORE
L’AQUILA. Il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge “Disposizioni regionali in materia di parto fisiologico indolore”.

Il documento, composto da 5 articoli, è a firma di Ricardo Chiavaroli, Nicoletta Verì , Walter Di Bastiano. Obiettivo della legge: dare alle donne la possibilità di scegliere di partorire senza dolore.
I sistemi di anestesia epidurale che esistono da moltissimi anni e riducono o eliminano i dolori legati al travaglio o al parto, in Italia ed in Abruzzo stentano a decollare.
Si tratta di metodi utilizzati in tutto il mondo con punte che vanno dal 30 % della Francia al 70% nel Regno Unito, ma che in Italia registrano una bassa percentuale, il 10%, spesso a causa di una mancata conoscenza. Di contro, in Italia, si registra il primato dei parti cesarei con percentuali medie vicine al 40% (un parto ogni quattro); questo perché sempre più donne scelgono il parto cesareo per evitare il dolore.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, in Abruzzo si è passati (mediamente tra strutture pubbliche e private) dal 14,2% di parti cesarei effettuati nel 1980, al 36,4% effettuati nel 2000 con un incremento del 156%.
Grazie alla nuova legge le donne, su loro precisa richiesta, potranno fare ricorso alla partoanalgesia epidurale. L’impiego di queste tecniche può avvenire in assenza di controindicazioni cliniche, su espressa richiesta della paziente che può in ogni momento chiederne la sospensione.
La legge prevede che le aziende unità locali socio-sanitarie, anche attraverso il personale addetto ai consultori familiari, assicurino l’informazione sulle possibilità, sui limiti e sui rischi delle tecniche legate al parto indolore, in modo chiaro, preciso e completo.


La tecnica epidurale (che non prevede oneri a carico della Regione) deve essere praticata, dice la legge, «almeno dalle ore otto alle ore venti di tutti i giorni nelle strutture ospedaliere, pubbliche e private presso le quali è garantita l’assistenza al parto». Sarà compito della Giunta regionale individuare le strutture che praticano la tecnica in base alla popolazione, al territorio, ai trasporti ed alle comunicazioni viarie nonché del numero dei parti annui (saranno scelte le strutture che registrano almeno 500 nascite annue) ed entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge.
La Regione deve promuovere anche la formazione del personale di anestesia e di quello addetto alle sale parto per una corretta e sicura pratica della partoanalgesia; così come la Giunta è autorizzata alla stipula di accordi con le altre Regioni per regolare gli aspetti economici della tecnica epidurale e delle altre tecniche antalgiche per le donne non residenti nel territorio regionale.