DISORDINE SUL RIORDINO

Abruzzo. Riordino Province, in settimana arriva il temutissimo decreto

Toto (Fli): «bloccare i concorsi pubblici»

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Abruzzo. Riordino Province, in settimana arriva il temutissimo decreto

Patroni Griffi

PESCARA. Bloccare tutti i concorsi pubblici fino alla riduzione e riorganizzazione delle Province.

Lo chiede il deputato pescarese di Fli Daniele Toto che ha inoltrato una interrogazione ai ministri Patroni Griffi e Grilli.
La strada verso la riorganizzazione degli enti provinciali sembra ormai in dirittura di arrivo, almeno sul piano teorico.
Proprio oggi Patroni Griffi ha annunciato che il decreto sul riassetto andrà «speriamo nel Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì» o al più tardi «nel primo subito dopo». Ormai la data è sempre più vicina e si scoprirà la nuova ‘cartina’, per quanto in linea di massima ci sia già una strada segnata.
Il ministro ha anche confermato che si sta lavorando sul taglio di «36 su 86» Province e ha spiegato che le proposte delle Regioni non sono arrivate tutte entro la scadenza del 24 ottobre.
C’è poi la proposta - non proposta che arriva dall’Abruzzo: il Consiglio regionale la settimana scorsa ha deciso di inviare a Monti la richiesta di abolire tutti e quattro gli enti e in subordine ha annunciato che si rivolgerà alla Corte Costituzionale se si userà l’accetta per dimezzare le Province esistenti.
Ma i pareri in regione sono ancora molto discordanti e dopo settimane cariche di tensione si prevede una nuova ondata di proteste.
Sui tempi «allo stato la data certa è l'1 giugno 2014 per le città metropolitane», ha avvertito Patroni Griffi.
Ma intanto Daniele Toto chiede di fermare le selezioni pubbliche: il deputato di Fli parte da un concorso emanato ad inizio settembre dal Comune di Pescara per la copertura a tempo indeterminato di un posto di dirigente amministrativo che conterrebbe «requisiti prescelti con una discrezionalità di almeno dubbia opportunità».
«Tale deliberazione – avverte Toto - appare in contrasto rispetto al contesto di forte criticità e di riassetto istituzionale e organizzativo degli enti locali e la crisi finanziaria ed economica attraversata attualmente dal nostro Paese che ha imposto rigorosi interventi i cui effetti si riverberano pesantemente sui cittadini».
Per questo il deputato chiede se il Governo «non ritenga opportuno e urgente assumere iniziative, anche sul piano normativo per inibire l’ulteriore corso di siffatti bandi, ove già emanati, e precluderne, per un congruo periodo di tempo, almeno fino al termine del processo di riduzione e riorganizzazione delle province previsto dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge n. 135 del 2012, l’emanazione di analoghi e ulteriori».