SANITA'

Pazienti anziani poco tutelati secondo il 30% dei medici

I risultati dell’indagine Piepoli

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1855

Pazienti anziani poco tutelati secondo il 30% dei medici
MONTESILVANO. Si tiene a Montesilvano il primo congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute.

L’organismo nazionale di FederAnziani è preposto alla tutela del diritto alla salute dei cittadini, dove circa 3.000 delegati si incontreranno per porre a confronto criticità e soluzioni sul tema del diritto alla salute.

Dall’indagine commissionata da FederAnziani all’Istituto Piepoli e realizzata tramite sistema Cati su un campione di 1.028 pazienti e 1.024 medici ripartiti tra Nord, Centro e Sud, è emerso che solo il 37% dei pazienti ritiene “molto” o “abbastanza” tutelato il proprio diritto personale alla salute, mentre il 61% lo ritiene tutelato poco o per nulla.
Di parere opposto i medici che, nel 66% dei casi, affermano che i pazienti sono molto o abbastanza tutelati. Un camice bianco su tre ritiene, invece, che i pazienti siano poco tutelati sul diritto alla salute.
Medici e pazienti preferiscono la chirurgia laparoscopica. L’88% dei camici bianchi, infatti, e il 78% dei cittadini, chiamati a scegliere, di fronte all’ipotesi di dover consigliare/subire l’asportazione della colecisti, tra l’intervento chirurgico per via laparoscopica e quello a cielo aperto (sistema tradizionale), si sono espressi a favore del primo. Medici e cittadini, però, non fanno i conti con la realtà, dato che oggi in Italia solo il 20% degli interventi per l’asportazione della colecisti è condotto per via laparoscopica, mentre il restante 80% viene fatto a cielo aperto, sistema assai più invasivo per il paziente, e soprattutto causa di degenze prolungate, inutili e costose.
In relazione ai farmaci e al decreto sulla “spending review”, che impone ai medici di prescrivere il principio attivo, due terzi dei camici bianchi e due terzi dei cittadini si sono espressi contro il lasciar decidere al farmacista la scelta del farmaco da far assumere al paziente. Infatti il 48% dei medici si dice per nulla d’accordo con la norma, il 16% poco d’accordo; tra i pazienti il 43% del campione si dice per nulla d’accordo e il 22% poco d’accordo.

L’indagine, inoltre, evidenzia che dei camici bianchi contrari alla norma il 37% non la condivide perché non consente di sapere cosa viene consegnato al paziente, il 25% vi si oppone poiché ritiene che condizioni la professione del medico, il 12% poiché non la ritiene adeguata al paziente, il 4% perché si sente mortificato da essa.
Infine, il 78% dei pazienti intervistati afferma, senza nessuna remora, che negli ultimi due anni l’erogazione dei servizi socio sanitari è peggiorata, mentre solo il 14% la ritiene migliorata nello stesso lasso di tempo.

Il 78% dei cittadini che bocciano senza appello l’SSN vedono come cause del peggioramento dell’offerta socio sanitaria nel 62% dei casi la diminuzione delle risorse economiche. Il 21% attribuisce il peggioramento a normative e decreti, il 16% a carenze e obsolescenze delle attrezzature sanitarie, il 9% al ruolo di consigli/ordini non scritti impartiti ai superiori dei medici, il 7% a usi e consuetudini.
«Lo spaccato emerso dall’indagine – dichiara in merito ai risultati il presidente di FederAnziani, Roberto Messina – rispecchia in modo efficace i sentimenti diffusi tra i cittadini e i medici in merito alle problematicità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, motivo per il quale questo congresso vuole far tornare a parlare tra loro i diversi attori del comparto, con lo scopo di definire soluzioni volte alla tutela del cittadino. Infine – conclude il Presidente – ci auguriamo che le soluzioni che usciranno dalle commissioni congressuali possano essere approvate con successo dai delegati affinché il comparto per intero possa ricucire lo strappo che si è consumato».