SENTENZA MONDIALE

Sentenza Grandi Rischi: Gabrielli chiede una norma salva scienziati

3e32: «vergognosa operazione mediatica»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1862

Franco Gabrielli

Franco Gabrielli


L’AQUILA. In questi giorni i media nazionali stanno mettendo in atto «una vergognosa operazione mediatica».

Stanno «diffondendo una interpretazione completamente distorta della sentenza e del processo stesso alla Commissione Grandi Rischi». Non hanno dubbi dal Comitato 3.32 de L’Aquila che sta seguendo con un certo disgusto quanto sta avvenendo ormai da lunedì sera.
Secondo gran parte dei mezzi di informazione - che seguono la tesi espressa anche dai vertici della Protezione Civile - gli imputati sarebbero stati condannati per non aver previsto il terremoto. «Si tenta così di ribaltare il senso stesso del processo», contesta il Comitato, «che non tratta affatto della capacità di previsione della scienza, ma che, lo ricordiamo per chi parla senza sapere, è basato sul fatto che i membri della Commissione hanno rassicurato la popolazione».
Per il 3.32 si tratta in pratica dell’«ennesima bugia» che ruota intorno a L’Aquila e al sisma che l’ha sconvolta il 6 aprile del 2009 «dopo la favola del “miracolo aquilano” arrivano alla follia di sostenere che adesso la Protezione Civile non potrà più lavorare liberamente, come afferma senza pudore in comunicato del Dipartimento stesso».
Al presidente dimissionario della grandi rischi Maiani che ha affermato che «non c’è nessuna indagine su chi ha costruito in maniera non adeguata», il comitato ricorda che pochi giorni prima della sentenza di lunedì era arrivata la condanna per l’ingegner De Angelis, giudicato responsabile per il crollo della palazzina in via generale Rossi, dove lui viveva, e dove ha perso la vita anche sua figlia.
«I membri della Commissione Grandi Rischi avrebbero dovuto dimettersi il 31 marzo 2009», dicono ancora dal 3.32, «quando piegarono il proprio operato ed il proprio giudizio scientifico al potere del Governo e del Capo della Protezione Civile Bertolaso, prestandosi all’intercettata “operazione mediatica” tesa a tranquillizzare i cittadini del cratere».

«SE QUALCUNO HA TRUCCATO LE CARTE PAGHI»
Intanto l’attuale capo della Protezione Civile Franco Gabrielli si augura che arrivi quanto prima una norma che «consenta agli scienziati di poter svolgere il loro lavoro delicato in modo sereno».
Gabrielli ha rivolto questo invito al Parlamento nel corso di un'audizione in commissione Ambiente alla Camera. Il sistema di comunicazione, ha detto Gabrielli, prevede un rigido protocollo, ovvero che «qualsiasi comunicazione viene fatta dalla Protezione Civile e non dalla Commissione Grandi rischi».
«Il fatto che sette persone con ruoli diversi siano state punite alla stessa maniera - ha aggiunto - rivela che c'è un problema: o pensiamo che siamo in mano a folli, o, molto più semplicemente, c'è un problema di definizione delle responsabilità».
La norma «non significa salva questo o salva quest'altro, ma semplicemente significa far lavorare con serenità la comunità scientifica», ha specificato poi Gabrielli. «Viviamo una condizione di grande deficienza - ha aggiunto il capo della Protezione Civile - dobbiamo ricostruire e rigarantire il rapporto con la comunità scientifica che si e' incrinato».
«Sono decine e decine gli esperti che ogni giorno vengono chiamati a fare previsioni: con tutto il rispetto per i membri della commissione grandi rischi, che ho convocato tra l'altro solo cinque volte, io sono preoccupato per tutti loro».
Parlando davanti alla commissione Ambiente della Camera dei deputati, Gabrielli ha quindi sottolineato la necessita' di varare una norma che consenta agli scienziati di lavorare serenamente e che a tal fine si è rivolto anche al governo per un eventuale decreto legge. Il capo della protezione civile ha poi affermato che quello che gli interessa «sono le conseguenze della sentenza sul sistema» e ha aggiunto: «se c'è qualcuno che ha truccato le carte allora paghi»