PAPOCCHIO FILOVIA

Pescara. Comitato Via: «stop ai lavori della filovia». E' la morte dell'opera?

Wwf e comitati esultano

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PESCARA. Il comitato regionale Via ha deciso ieri pomeriggio che i lavori della filovia vanno sospesi.
Stop al cantiere, dunque: la Gtm dovrà adesso presentare un progetto alternativo da sottoporre a valutazione di impatto ambientale. Tutto da rifare. Le cose si complicano, l’opera, così com’è, non può essere costruita.
La filovia rischia di restare una incompiuta o, come minimo, il cantiere rischia il blocco per mesi, in attesa che venga riformulato un nuovo progetto e venga accordato il permesso. Ieri il Comitato avrebbe potuto decidere anche per il ripristino dei luoghi (ovvero rimozione dei pali e di tutto quanto fino ad ora costruito) ma non lo ha fatto riservandosi ulteriori passi da compiere nel rispetto dell’articolo 29 del codice ambientale.
Soddisfazione per Wwf e comitati cittadini che fino a ieri mattina avevano continuato a chiedere la sospensione dei lavori e l’abbandono di «un progetto errato» minacciando anche di rivolgersi alla Corte dei Conti.
E nel pomeriggio di ieri la Commissione ha tirato il freno a mano di Filò. Il presidente Antonio Sorgi, indagato nell'ambito dell’inchiesta sulla filovia per abuso d’ufficio con l’accusa di aver prodotto un ingiusto vantaggio al privato, ieri pomeriggio si è astenuto.
Domani davanti al pm Valentina D’Agostino dovrà spiegare la propria versione dei fatti. Per la Procura Sorgi, agendo in concorso con il presidente della Gtm, Michele Russo, e Pierdomenico Fabiani, responsabile unico del procedimento, «pur essendo consapevole che l'opera in corso necessitava di essere sottoposta a procedura di 'screening' ai fini della valutazione ambientale, consentiva l'esecuzione e la prosecuzione delle opere in assenza di procedura di screening».
Che il progetto, così come partorito, stesse per deragliare, si era capito già la settimana scorsa con il parere arrivato (su sollecitazione del Wwf) dalla Commissione Europea che ha sancito la necessità della Valutazione di impatto ambientale dell'impianto, includendo i filobus nella categoria di progetto tram, metropolitane sopraelevate e sotterranee, funivie o linee simili.
La decisione arrivata ieri «rende giustizia a tutti i boriosi proclami di regolarità da parte della Gtm», commenta Mario Sorgentone dell’associazione Strada Parco, «e rende possibile una discussione serena per un nuovo progetto, non impattante, con mezzi di trasporto di modeste dimensioni, che renda compatibile la fruizione della strada parco da parte dei cittadini. Si apre quindi un capitolo nuovo che premia il nostro impegno decennale, volto a salvaguardare il ruolo sociale assunto dalla strada parco in questi anni».
Di sicuro la decisione di ieri può essere considerata come una delle tappe fondamentali del percorso travagliato di questa contestata opera pubblica nata oltre venti anni fa. La decisione appare eclatante e rilevante non tanto per la battuta d'arresto e tutte le conseguenze che questa comporta, quanto sul versante politico. Da una parte, ci sono sempre stati associazioni e ambientalisti che dicono quello che ieri il comitato Via ha certificato (ma dopo pressioni enormi derivanti dall'inchiesta della procura) e dall'altra una gran parte della classe politica che ha continuato a spingere il progetto nonostante le palesi violazioni  e le contestazioni, continuando a parlare di opera «utile per abbattere lo smog e la viabilità». Cosa che stanno continuando a fare.
Bisogna ricordare tuttavia che la filovia come opera utile e completa è fatta di 5 lotti ed i 7 chilometri tra Pescara e Montesilvano sono solo il primo. E se questo è il modo di costruire c'è da prevedere che non sarà mai ultimata.
Tra qualche tempo si comincerà poi a parlare di danni prodotti da questo modo di agire.

a.l.