INCURSIONI INFORMATICHE

Anonymous negli archivi della Polizia di Stato

Tra i files pubblicati, anche dati sensibili

Redazione Pdn

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Anonymous negli archivi della Polizia di Stato

INTERNET. Più di 1 GB dei dati trafugati. Anonymous ha craccato i servers della Polizia di Stato Italiana.
Lo ha rivendicato lo stesso gruppo sulla pagina Facebook verso le 2 della scorsa notte e su Twitter con l’annuncio-invito agli utenti: più di 1 Gb di dati dai servers della polizia di Stato rilasciati,controllate il bottino.
Ed il bottino come lo chiamano gli hackers sembra appetitoso: sono a disposizione di tutti migliaia di file più o meno riservati di Viminale, questure, commissariati, singoli agenti, così come materiale inerente le intercettazioni telefoniche ed informazioni tecniche sugli strumenti di intercettazione.
Tra i documenti emergono dati relativi a denunce o atti di indagine, corredati di nomi, numeri di telefono e indirizzi di vittime di reati, indagati a loro insaputa e di rappresentanti delle forze dell’ordine.
E gli autori dell’attacco sono più che orgogliosi come dimostra un comunicato postato su Facebook ed indirizzato alla Polizia: «da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta. Is there any problem, Officer?».
E fioccano i commenti e gli incoraggiamenti dei followers di Anonymous: «ottimo, continuate così»,dice Daniel D’Aurizio, «se vi serve una mano sono a disposizione».
E ancora, Daniele Guidazzi invita: «io però continuerei a ricercare e a scaricare materiale senza fare pubblicità fino a quando non saltano fuori cose grosse, nomi, situazioni, precisi. Poi renderei tutto pubblico, Ma questo è quello che farei io .... mi spiego?»