ENOLOGIA E CHIMICA

Abruzzo. Finti vini in polvere, è allarme anche per il Montepulciano

La Coldiretti lancia l’allarme

Redazione Pdn

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Sergio Marini con i wine kit

Sergio Marini con i wine kit

ABRUZZO. In Europa circolano circa venti milioni di bottiglie di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose, tra cui anche il Montepulciano d’Abruzzo, insieme a Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco.
L’allarme è stato lanciato oggi dal presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio dove è stata inaugurata la piu’ ampia esposizione di falsi prodotti alimentari Made in Italy con gli ultimi, nuovi e pericolosi esempi di inganno a danno dei più prestigiosi vini delle diverse regioni italiane.
Ma cosa sono i wine kit? E cosa promettono?
Con una spesa compresa tra i 30 e i 40 euro per un kit da 30 bottiglie secondo la ditta produttrice, è possibile realizzare anche a casa un processo che anche in 5 giorni porta alla produzione di vini delle piu’ note denominazioni. Il risultato di un processo in più tappe a partire da un liquido che sembra essere mosto concentrato e da diversi tipi di polveri che sembrano essere il lievito necessario per la fermentazione, la bentonite per la chiarificazione del vino, il metabisolfito di potassio, il sorbato di potassio come antifermentativo e il liquido chiarificatore, ai quali a volte nei kit si aggiunge anche segatura per dare il sapore del legno. Le istruzioni per l'uso contenute nei “wine kit” - segnala la Coldiretti - sono dettagliate e si chiudono con dei curiosi consigli per i “produttori” come: «conservare il vino in luogo fresco e buio»; «Il vino rosso va aperto alcune ore prima di servirlo a temperatura ambiente, mentre il vino bianco può essere refrigerato in frigorifero»; «Un bel bicchiere di vetro valorizza al meglio le caratteristiche del vino per cui è opportuno impiegare tale bicchiere per il ‘produttore' padrone di casa e bicchieri in plastica per gli altri commensali, in modo da non correre il rischio che gli ospiti siano troppo entusiasti del vino e ne chiedano ancora».

«Dopo la diffusione in Nordamerica, dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette “falsificate” (tra esse California Connoisseur e Beaverdale), i wine kit - afferma Sergio Marini - sono arrivati anche in Europa dove, non solo si possono acquistare via internet o in molti negozi, ma è stato addirittura aperto uno stabilimento di lavorazione. In un Paese che fa parte dell’Unione Europea come la Svezia abbiamo scoperto - precisa Marini - una fabbrica che a Lindome, vicino a Goteborg, produce e distribuisce in tutto il continente e del tutto indisturbata oltre 140mila wine kit all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie. I wine kit della società Vinland vengono venduti con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ma anche ad un marchio di qualita’ tutelato dall’Unione Europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere in casa vini come Valpolicella, Lambrusco, Sangiovese, Primitivo o Montepulciano per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie».
Sui wine kit si è espresso anche il direttore di Coldiretti Abruzzo, Simone Ciampoli, presente a Cernobbio per il forum annuale.
«Uno scempio intollerabile che mette a rischio l’immagine e la credibilità conquistata dai nostri produttori con fatica e sacrificio» sottolinea Ciampoli «una grave offesa a chi si impegna per valorizzare un prodotto di qualità che esprime la storia e la cultura di un territorio e un grande inganno per il consumatore ignaro di ciò che compra».