IL PROCESSO

Omicidio Melania, parte civile chiede 5 mln di danni a Parolisi

Venerdì prossimo la sentenza

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Omicidio Melania, parte civile chiede 5 mln di danni a Parolisi

Melania e Salvatore

TERAMO. Cinque milioni di euro. Sarebbe questa la richiesta di risarcimento danni presentata dall'avvocato di parte civile Mauro Gionni per il delitto di Melania Rea.
La prima giornata dedicata alle conclusioni è durata oltre dieci ore. Dopo le requisitorie della Procura e della parte civile, ha avuto spazio anche la prima parte dell'arringa difensiva del collegio legale di Salvatore Parolisi. Per oltre due ore e mezza ha tenuto banco l'avvocato Nicodemo Gentile che all'uscita non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Nell'arringa di ieri (anticipata di una settimana), dopo aver passato in rassegna le aggravanti per il delitto di cui è imputato Salvatore Parolisi, Gionni ha motivato la richiesta di danni a favore dei familiari di Melania e della figlioletta.

«NON ABBIAMO LA PROVA PROVATA»
La procura ha chiesto invece l’ergastolo senza il beneficio delle attenuanti».
Per l’accusa Parolisi avrebbe ucciso la moglie nel bosco di Ripe di Civitella e non si sarebbe mai recato sul pianoro di San Marco, nelle Marche, sotto Ascoli Piceno, da dove partì la vicenda con la denuncia, considerata un depistaggio di Salvatore, che sostenne che subito dopo l'ora di pranzo di quel 18 aprile la moglie sparì dopo essersi allontanata da lui e dalla figlia Vittoria per andare alla toilette. E' colpevole, Parolisi, secondo l'accusa, perché nessun testimone dei 50 rintracciati lo ha mai visto con la famiglia in quelle ore indicate da Parolisi sul pianoro di San Marco. Perché Parolisi era a Ripe di Civitella dove con 35 coltellate ha ucciso la madre di sua figlia Vittoria.
Per arrivare alla richiesta di condanna di Salvatore Parolisi il pm Rosati ha ammesso da un lato che «non abbiamo la prova provata», ma secondo l'accusa è altrettanto evidente che «la nostra ricostruzione è come un puzzle con tante tessere che se messe tutte insieme fanno un quadro preciso di quello che è a tutti gli effetti un processo indiziario», che porta inevitabilmente, secondo la Procura, e i familiari alla colpevolezza di Parolisi.

«CRIMINE BRUTALE E ABERRANTE»
«Le dinamiche oggettive sarebbero di per se' sole sufficienti a definire aberrante e brutale il crimine perpetrato – ha detto l'avvocato Gionni a chiusura del suo intervento - ma, in questo caso, si deve considerare altresì che a commettere simili nefandezze è stato il marito della giovane vittima, nonchè padre della piccola, di appena due anni. Il completo spregio della vita umana emerge allora in duplice accezione: con riguardo sia alla povera Melania che all'innocente figlioletta, condannata non solo al dolore perpetuo causato dalla mancanza della propria madre, ma anche dalla conoscenza e consapevolezza di quanto avvenuto che, inevitabilmente, prima o poi interverranno in maniera devastante».
Secondo il legale «vi è inoltre l'aspetto della freddezza denotata da una persona che, dopo aver brutalmente ed atrocemente assassinato l'inerme moglie, torna sul luogo del delitto mettendo in atto quanto reputato necessario a sviare le indagini, deturpando il cadavere e lasciandolo completamente nudo. Dimostrando così l'assenza di qualsivoglia senso di umanità persino nei confronti di colei che era pur sempre la madre di sua figlia, oltre che la donna che aveva sposato e forse amato in passato. Per queste ragioni si chiede la condanna dello stesso alla pena chiesta dalla Pubblica accusa (ergastolo). Quanto accaduto ha inevitabilmente cagionato dei danni incommensurabili in capo agli scriventi, danni che alcuna somma di denaro potrà mai risarcire. Si tratta comunque di danni biologici, di danni patrimoniali e anche di danni non patrimoniali».

I PROSSIMI PASSI
Il processo riprenderà venerdì prossimo, 26 ottobre, con la conclusione dell'arringa difensiva, le controdeduzioni delle parti. A quel punto il giudice Marina Tommolini si chiuderà in camera di consiglio per emettere la sentenza.
«Comunque vada sarà una sconfitta», ha commentato parlando al Tg3 regionale lo zio di Melania Rea. «O sarà dichiarato colpevole e condannato o sarà dichiarato innocente, io mi auguro di no, per noi, è una sconfitta perchè non sapremo mai la verità. A noi interessa sapere il perchè, che cosa ha scatenato quella rabbia che poi è stata riversata su Melania».
Secondo lo zio della vittima Salvatore il delitto non l'ha premeditato «tempo fa ma in quell'istante che stava li' sopra (a Ripe di Civitella, ndr) l'ha pensato e l'ha fatto, l'ha messo in opera».