ALTA TENSIONE

Restituzione tasse, tutti contro Fornero: «Ciarlatani, provvedimento indegno. Ci chiedono di violare la legge»

Pdl: «il ministro vada a piangere in Europa e si faccia valere». Ferrero: «sudditanza a Ue sconcertante»

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ELSA FORNERO

Elsa Fornero (Foto: Niccolò Caranti)

L’AQUILA. «Invito la cittadinanza tutta a compattarsi per trovare un’azione comune che elimini le evidenti discriminazioni di trattamento che stanno subendo la città dell’Aquila ed il suo territorio».


E’ la richiesta lanciata dal vice sindaco della città Roberto Riga: «siamo stati travolti anche dal “terremoto Fornero”», denuncia.
Nei giorni scorsi l'Inps e l'Inail hanno chiesto la restituzione del 100% dei contributi sospesi, violando la legge 183 del 2011 nella quale è prevista la restituzione del 40% della tasse e contributi sospesi a seguito del terremoto. Ma per il ministro Elsa Fornero «è tutto in regola» e rispondendo ad una interrogazione del parlamentare del Pd Giovanni Lolli, ha spiegato che lo stesso Ministero ha chiesto a Inps e Inail di intervenire. Lo avrebbe fatto «per aiutare gli aquilani» evitando cioè che poi si trovassero, un domani, a restituire il restante 60%.
L’Unione Europea, infatti, ha chiesto chiarimenti sulle agevolazioni riconosciute a vari territori colpiti dai terremoti negli ultimi decenni (l’Abruzzo ma anche l’Umbria, le Marche e il Molise) ma la Fornero ha chiesto indietro i soldi soltanto ai cittadini e alle aziende abruzzesi.
Ed in città è mobilitazione totale e lunedì mattina è prevista una prima protesta nei pressi del tendone di piazza Duomo. «Già è discutibile», insiste Riga, «il fatto che la restituzione, se pur al 40%, sia iniziata appena tre anni dopo il sisma, in un momento in cui la crisi è ben lontana dall’essere agli sgoccioli. Ora ci si mette pure la restituzione integrale. Siamo alla farsa».
Per il segretario provinciale Cgil Umberto Trasatti «il ministro sta chiedendo di violare la legge
La prima cosa da chiedersi è se lei possa restare al suo posto. Come fa un ministro della Repubblica ad occupare quel ruolo se è il primo a chiedere di violare una legge?»

Il sindacato assicura: «non ci metteremo a piangere, come ha fatto la Fornero in una conferenza stampa ma ci batteremo con energia perché questo scandalo e questa ingiustizia non avvengano, dando il proprio apporto alle iniziative che le istituzioni locali e le forze sociali decideranno di mettere in campo. Restiamo anche in attesa di sapere cosa intendono fare il presidente Chiodi e la giunta regionale».

«SUDDITANZA IMBARAZZANTE»
Per Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, invece, «la sudditanza del Governo anche al più flebile starnuto della Commissione europea è sconcertante ed è un insulto alle popolazioni che hanno subito il terremoto».
La città dell'Aquila ha una disoccupazione giovanile al 36%, cassa integrazione e mobilità a livelli record, un tessuto industriale letteralmente a pezzi dopo il terremoto che è precipitato nella crisi nelle condizioni peggiori; «in questo contesto», continua Ferrero, «i provvedimenti di Inps e Inail voluti dal Governo sono indegni di un paese civile e un colpo mortale alle popolazioni».

«SIAMO IN UN PAESE DI CIARLATANI»
Confindustria L’Aquila, tramite il suo presidente Fabio Spinosa Pingue, avverte: «non pagheremo noi gli errori di chi fa le leggi. Esiste una responsabilità per gli atti compiuti o anche quella è uno scherzo?»
Se una legge emanata dal Parlamento non conta nulla «siamo in un Paese di ciarlatani», continua Spinosa Pingue. «Tutti pensano che gli Aquilani non vogliamo pagare le tasse. Ma noi le stiamo pagando, e tutte.
Ma dove sta la certezza del diritto?».
Se si dovranno restituire contributi e tasse «le poche imprese sopravvissute al sisma chiuderanno i battenti», continua il vertice di Confindustria, «perché una circolare che disconosce una legge scompagina la pianificazione economica e finanziaria con la quale sono stati regolati gli investimenti e la produzione industriale».

Ma come mai un Governo passa al Parlamento, che lo approva, un provvedimento in contrasto con le norme comunitarie? Spinosa Pingue ha più opzioni: «Ignoranza, ignavia, conto della serva, raccolta di consenso elettorale… Adesso la situazione è grave, aperta su più fronti: avverso il Governo che dovrà farsi carico dell’errore, anziché gettarlo in collo agli onesti lavoratori, e al tavolo di Inps e Inail che hanno reso esecutiva la minaccia di infrazione paventata da Bruxelles».
«La Fornero tratti con l’Europa, se del caso piangendo!», chiede il coordinatore provinciale del Pdl Alfonso Magliocco. «Se la Commissione Europea dovesse esprimere parere negativo alle richieste delle autorità italiane bisognerà ottenere una misura (temporary framework), prevista dall'Europa fino al 31/12/2011, che permetterebbe di estendere il tetto massimo degli aiuti in de minimis fino a 500.000 euro».