RICICLAGGIO

Fallimento Vitawell, sequestrato ‘Il Gattopardo’ di Alba Adriatica

A settembre del 2011 arrestati i fratelli Sansoni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6950

Fallimento Vitawell, sequestrato ‘Il Gattopardo’ di Alba Adriatica

ALBA ADRIATICA. La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno sta continuando le indagini di polizia giudiziaria dopo il fallimento delle società del “Gruppo Vitawell”.
A settembre 2011 finirono in manette i fratelli Sandro e Nicola Sansoni, titolari del noto marchio “Jean Klebert” – per i reati di bancarotta. Secondo la procura gli indagati avrebbero eseguito operazioni che hanno spogliato le società fallite del loro vero valore
Gli approfondimenti investigativi sviluppati nell’ultimo anno dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno permesso di riscontrare il coinvolgimento diretto di alcuni componenti della famiglia dell’imprenditore ascolano Mauro Scaramucci nel crac del gruppo, attive nel settore del benessere e della cosmetica fino al 2004.
L’analisi degli investimenti successivi al default ha consentito di accertare che parte dei proventi delle condotte delittuose è stata reinvestita, con la compiacenza di prestanome, nei locali il ‘Gattopardo’ di Alba Adriatica e ‘Bagni Medusa’ di San Benedetto del Tronto.
Inoltre, grazie anche alla collaborazione dell’autorità giudiziaria di Svizzera, Lussemburgo, Principato di Monaco, Cipro, è stato possibile ricostruire la destinazione di parte delle somme distratte dal patrimonio di una delle società fallite.
Queste somme – accreditate sul conto svizzero denominato “Ghianda” e intestato al consulente dei Sansoni – sono state impiegate, mediante l’ausilio di due società fiduciarie, nell’acquisto di un immobile di pregio nel centro storico di Piacenza. Si tratta di una intera palazzina composta da un piano seminterrato e altri tre fuori terra.
Le indagini delle Fiamme Gialle, dirette dal Procuratore della Repubblica Michele Renzo e dai sostituti Cinzia Piccioni ed Ettore Picardi, hanno permesso di richiedere e ottenere, dal giudice per le Indagini preliminari Carlo Calvaresi, il sequestro preventivo dell’intero capitale sociale delle società che gestiscono le due attività e l’immobile di Piacenza.