IL CASO

Intercettazioni senatore Tancredi, l’Idv scommette: «la casta lo salverà»

Mascitelli: «troveranno un modo per ‘salvarlo’»

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Intercettazioni senatore Tancredi, l’Idv scommette: «la casta lo salverà»

Paolo Tancredi

TERAMO. La Procura di Teramo non potrà disporre dell'uso delle intercettazioni del senatore Paolo Tancredi, «perchè il Senato non darà sicuramente l'autorizzazione».

E’ questa la previsione del senatore dell’Italia dei Valori Alfonso Mascitelli che sull’argomenti ha veramente pochi dubbi: «la casta ha un ferreo sistema di autoprotezione, interpretando le norme sempre a proprio vantaggio, e i voti del gruppo Idv a favore dell'uso delle intercettazioni non saranno sufficienti».
La procura di Teramo ha avanzato nei giorni scorsi per il senatore del Popolo delle Libertà richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell'inchiesta sullo stralcio teramano dell’inchiesta nota come “Re Mida”, condotta dalla magistratura pescarese (Mantini-Varone) e che nel 2010 portò agli arresti domiciliari l'ex assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni.
I pm hanno chiesto al Senato di utilizzare quattro intercettazioni di conversazioni telefoniche tra lo stesso senatore, gli ex assessori Venturoni e Stati, e l'imprenditore Rodolfo Di Zio
«Sulla base dei precedenti storici – spiega Mascitelli - nell'Aula riusciranno sicuramente a motivare che l'intercettazione di un parlamentare non era occasionale ed episodica, e come tale aveva l'obbligo dell'autorizzazione preventiva del parlamento. A cosa servono le intercettazioni telefoniche quando, ad avvenuta autorizzazione del parlamento , il parlamentare interessato sa di essere intercettato? E' questo il controsenso di disposizioni ridicole e fuori dal tempo».
Per l’esponente dell’Italia dei Valori resta in questa vicenda «il problema politico di fondo ed anche l'amara constatazione che questa volta lo spreco di denaro pubblico per un eco-affare legato alla costruzione di un inceneritore in Abruzzo, non e' avvenuto non perche' la Procura sia intervenuta prima del fatto, ma semplicemente perche' il centro-destra abruzzese ha perso tempo nella competizione Piccone-Tancredi a chi dei due aveva piu' potere nel far costruire l'inceneritore nella provincia di propria influenza».