L'UDIENZA

Sanitopoli. Chiodi in aula: «c’era un sistema di potere che impediva la governabilità»

Il presidente ascoltato durante il processo

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GIANNI CHIODI

PESCARA. C’era e c’è un sistema complicato che è la filiera della sanità fatto di burocrati e lobbies potentissime che ha impedito che giungessero al cuore della Regione le informazioni vitali per poter governare la sanità.
Oggi questo fenomeno sarebbe più controllato e di minor impatto. E’ quello che ha detto oggi il presidente della Regione Gianni Chiodi ascoltato come testimone della procura nell’ambito del processo sulle presunte tangenti della sanità in Abruzzo che vede imputati, oltre Ottaviano Del Turco, esponenti della giunta regionale del centrosinistra e quella precedente del centrodestra.
Debito sanitario e piano di risanamento sono stati gli argomenti centrali della testimonianza fatta di aspetti molto tecnici intervallati dai racconti di numerosi ricorsi da esiti alterni: «molte delibere sono state impugnate e Tar e Consiglio di Stato spesso in passato davano torto alla Regione ma oggi un po’ meno».

«TROPPI OSPEDALI DOPPIONI»
Il governatore e commissario ad acta per la sanità ha riferito al collegio pescarese, presieduto dal giudice Carmelo De Sanctis, che nel 2008 il debito regionale era pari a 4 miliardi di euro a fronte dei 530 milioni di euro del 2000. Chiodi ha sostenuto che questo è stato determinato da una serie di situazioni diverse come l'esistenza di 35 ospedali, in alcuni casi doppioni e a distanza ravvicinata tra loro, ricoveri e prescrizioni di farmaci inappropriati. Il testimone ha inoltre evidenziato che l'utilizzo dal 2000 al 2007 di 528 milioni di euro per scopi diversi della quota versata dal Governo nel fondo sanitario, ha determinato che «l'Abruzzo diventasse la prima regione d'Italia ad essere commissariata».
In sostanza l’attuale presidente della Regione ha spiegato che in passato a garanzia del disavanza sanitario erano stati messi gli immobili regionale eventualmente da vendere invece della fiscalità aggiuntiva, una decisione poi censurata dal Ministero dell’economia.

«NON E’ POSSIBILE PAGARE OLTRE I TETTI DI SPESA»
Il presidente della Regione ha anche detto che la sua giunta ha stabilito di decurtare i tetti di spesa in relazione alle inappropriatezze rilevate e «di non pagare neanche un euro di piu' del tetto di spesa assegnato. Oggi non è proprio più possibile pagare una clinica privata oltre il tetto di spesa e di budget stabilito. Prima invece c’era sempre l’opportunità di andare dal giudice che poteva dire una cosa o un’altra».
Chiodi ha poi vantato l’eccezionale dato sul calo dei ricoveri ospedalieri (circa il 30% a fronte di una media nazionale di 10%) dovuto nell’ultimo periodo alla ristrutturazione del settore ospedaliero e alla chiusura di reparti riorganizzati ma che secondo una relazione della stessa Regione (governo Chiodi) il fenomeno sarebbe iniziato già dal 2006 causato da una serie di azioni normative e organizzative.
Spesso Chiodi ha fatto riferimento alla difficoltà di governo della sanità regionale precisando appunto che senza informazioni vitali sulla gestione effettiva è impossibile governare e prendere decisioni «c’era un sistema che non consentiva di amministrare il settore, un sistema che grazie al commissariamento (non al commissario) ha contribuito a scardinare almeno in parte»
Si è poi discusso sugli appalti e la gestione degli acquisti delle 6 Asl poi ridotte a 4.
«Ognuna delle sei Asl prima faceva come gli pareva e si comportava come una Repubblica marinara pubblicando gare per l’acquisto dei vari materiali occorrenti. Noi abbiamo fatto una gara centralizzata con il Consip che ci ha permesso un risparmio di 60 milioni di euro» .

«NON STUPITEVI SIAMO IN ABRUZZO»
Non sono mancati accenni i situazioni “particolari” attraverso le quali è possibile capire come sia stata amministrata la sanità e con quanta facilità sono state accettate situazioni oggettivamente inaccettabili.
Il primo aneddoto riguarda una fornitura di pannolini alle Asl vinta da una ditta che in Abruzzo praticava un prezzo maggiorato del 20% rispetto a quello praticato alle Asl della Campania.
Il secondo aneddoto invece ha riguardato la gara per l’affidamento del servizio di 118 pronto soccorso regionale: «noi abbiamo semplicemente fatto una gara, stimolato la concorrenza ed è singolare che a vincere la gara sia stata la stessa ditta che lo gestiva prima con un ribasso, pensate, del 45%. Per la Regione solo per aver fatto la gara c’è stato un risparmio di 6mln di euro».
E poi ci si è addentrati nello specifico dei soldi versati per le strutture accreditate e la normativa che di fatto regola il settore delle cliniche private, ancora oggi in regime di accreditamento provvisorio.
«Non si deve stupire avvocato», ha poi detto Chiodi, «se ancora oggi vige un regime provvisorio di accreditamento e non definitivo. Pensi che ci sono strutture che ricevono finanziamenti che non sono nemmeno accreditate. Non si stupisca avvocato, siamo in Abruzzo».

DEL TURCO: «SODDISFATTO»
«Sono molto orgoglioso delle cose che ha detto Chiodi perchè noi gli abbiamo offerto la possibilità di continuare il lavoro di risanamento che noi avevamo cominciato», ha detto l'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco a margine del processo.
«Basterebbe un dato - ha proseguito Del Turco - che non sono riuscito a leggere sui giornali: i recuperi rispetto ai ricoveri del 2004 e alle inapropriatezze sono pari a 210 mila euro, quelli realizzati dalla giunta che avevo il piacere di presiedere sono stati di 30 milioni di euro nell'anno successivo. Fate il rapporto e capirete la differenza».

Alessandro Biancardi