DISORDINE SUL RIORDINO

Riordino Province, spunta l’idea di un referendum popolare

«Politici incapaci, scelgano i cittadini»

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Mascia, Chiodi, Testa

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ABRUZZO. Per il Piano di riordino delle Province il Pdl ripartirà dalla delibera votata dal Comitato per le Autonomie locali.

Dunque si ripartirà dalla proposta di fusione di L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti, delibera che andrà di nuovo in votazione nella Commissione fissata per mercoledì prossimo.
E’ questa la posizione emersa a seguito della riunione svoltasi sabato mattina all’interno del Popolo delle Libertà. «E’ evidente», ha ammesso il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, «che al momento non ci sono posizioni univoche, ma l’obiettivo dichiarato di tutti è quello di non mortificare il ruolo, la storia e il futuro di alcuno dei quattro territori abruzzesi».
Entro il 24 ottobre il Governo Monti dovrà avere le proposte di ristrutturazione delle Regioni che stanno arrivando, «seppur con qualche resistenza», ha spiegato il ministro Patroni Griffi che però ha avvertito tutti: «ormai il processo è irreversibilmente avviato».
Per la fine del mese o al massimo entro il primo Consiglio di novembre bisognerà completare il quadro regolatorio che renderà operative le province.
Carla Tiboni, presidente dell’associazione “Amici di Pescara” si schiera contro la Provincia: «l’identità di una città non può essere azzerata con un provvedimento amministrativo», dice. «Abbiamo tutti ancora negli occhi le ferite della città dell’Aquila, ma ciò non può essere una scorciatoia per creare alternative economiche che danneggerebbero irrimediabilmente le altre province». L’Associazione “Amici di Pescara” erede dell’Associazione “Pescara Nostra”, propone allora un referendum («l’unico strumento, imperfetto, di democrazia diretta») che consentirebbe agli abruzzesi «di esprimere il proprio parere e di decidere una situazione socio-economica-politica, che i politici non sono in grado, evidentemente in questo momento, di gestire».

Intanto oggi Chieti si mobilita: alle 11 è previsto un incontro con il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, nel pomeriggio, invece, il Pd incontra i cittadini (ore 17,30). Chieti, così come ribadito anche in Consiglio comunale ha i numeri richiesti dalla legge per rimanere integra ed ogni opzione di riordino viene respinta con forza.
A Pescara, intanto, sempre il Pd ha lanciato l’idea di un Consiglio comunale no-stop, aperto a tutti i cittadini, contro la proposta della Provincia unica con L’ Aquila capoluogo.
«Si tratta», commenta il capogruppo Moreno Di Pietrantonio, «di una proposta dettata da inutili campanilismi che rievocano fantasmi del passato ma soprattutto mettono in evidenza una contrarietà intollerabile nei confronti di Pescara». Per Di Pientrantonio i consiglieri del Pd regionale hanno disatteso la decisione del Pd regionale recepita e approvata tra l’ altro dal Cal.

DE SANTIS CONTRO LA CLASSE POLITICA
E’ fermo Lelio De Santis (Idv) che sostiene che «una Regione di appena un milione e duecentomila abitanti, alle prese con una grave crisi economica e con irrisolti squilibri territoriali, non può permettersi altri scontri politici e contrapposizioni campanilistiche, che finirebbero per far sprofondare l'Abruzzo nel profondo Sud.
La classe politica regionale batta un colpo e dimostri di essere all'altezza delle responsabilità che il momento difficile richiede: capisca che le Province, così come sono ridotte senza mezzi e senza funzioni vere, non servono»
De Santis chiede «un po' di buon senso da parte di tutti» che «dovrebbe convincerci che è utile e giusto sopprimere le Province, assegnando le residue competenze ai Comuni e recuperando le risorse finanziarie per destinarle ad investimenti mirati per creare occupazione per i giovani, per creare nuovi lavori nel settore dei Beni culturali e della tutela dell'ambiente».