IL CASO

Manifesto contro la Lazio, ultras pescaresi: «mai apparso sui muri della città»

Tifosi delfino accusati sul web

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PESCARA. Un cacciatore che spara ad un’aquila laziale, con sotto la scritta: riparte la caccia.

I tifosi del Pescara smentiscono l’ipotesi, lanciata da alcuni giornali nazionali, che un manifesto con questa immagine sia mai comparso in città. Nemmeno nei giorni scorsi, prima della partita con la Lazio. Quel manifesto non è stato mai affisso.
Indignati i supporter biancazzurri, in particolare i club del Pescara ‘Quill di na vot’ e degli ‘Sconvolts’. «E’ vergognoso», denuncia il consigliere comunale di Fli, Massimiliano Pignoli, «che, dopo che sia stato verificato come il manifesto non sia mai apparso in città, ma solo su un sito internet, nessuno si sia mai preoccupato di
chiedere scusa». L’immagine esiste realmente, sarebbe vecchia, di oltre vent’anni fa ma in occasione della partita è rispuntata sul web.
Di commenti pesanti contro i pescaresi ne sono stati espressi tanti sui social network: «ritornate nella fogna», «gli ideatori... sarebbero da denunciare per istigazione a delinquere», «vittoria a tavolino come con la Roma», chiede qualcuno, «Sono una squadra provinciale che merita di giocare in Lega Pro»
Pignoli chiede che, anche se a distanza di una settimana, venga fatta immediata marcia indietro.

«Quella notizia ha infangato ingiustamente una città e la sua tifoseria», va avanti l’esponente di Futuro e Libertà. «Questo è inconcepibile, ma è ancora più grave che chi ha scritto e detto cose non vere, non si sia minimamente preoccupato di fare una rettifica, e comunque chiedere scusa».
Dai giornali incriminati nessun passo indietro. Pignoli se la prende anche con il sindaco Luigi Albore Mascia: «ci saremmo aspettati una levata di scudi e una presa di posizione da parte del primo cittadino che dice di essere grande tifoso del Pescara e che invece questa volta ha pensato bene di non intervenire a difesa dei
tifosi della squadra della città di cui è sindaco».