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Terremoto, bufera sulla nomina ufficio speciale cratere

Biondi: «tradite le promesse»

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Paolo Aielli

Paolo Aielli

VILLA SANT’ANGELO. Mentre il sindaco Massimo Cialente si dice «molto soddisfatto» della nuova nomina di Paolo Aielli non mancano polemiche.

Aielli sarà il manager che dovrà organizzare la delicatissima macchina che sarà l'Ufficio speciale al quale spetta il compito di lavorare con gli enti locali.

Sul suo curriculum si legge che è nato a Roma nel 1959, ha conseguito la Laurea in Scienze Statistiche ed Economiche nel 1982. Dal 1982 al 1997 Paolo Aielli ha lavorato nel Gruppo IRI, sia nella Holding che in società partecipate, per poi passare in Alcatel Italia, dove ha lavorato fino al 2006 ricoprendo diversi ruoli, assumendo la responsabilità di membro del Comitato Esecutivo e Direttore Generale fino a diventare Amministratore Delegato della Divisione Reti e Sistemi Integrati, operante principalmente nei settori dei Trasporti e della Sicurezza. Nel 2007 Aielli è stato nominato Amministratore Delegato di Thales Italia, per poi assumere la carica di Vice President e Managing Director per il Gruppo Thales della Business Line Critical Infrastructures Protection. Dal Luglio 2010 è Amministratore Delegato di Elsag Datamat spa.

Il governo, «con la complicità di alcuni primi cittadini, ha tradito lo spirito di partecipazione e collaborazione con il territorio colpito dal sisma», contesta il sindaco di Villa Sant'Angelo (L'Aquila), Pierluigi Biondi che ricorda che nell'assemblea turbolenta dei sindaci del 25 settembre scorso, all'unanimità dei presenti, fu deciso che le scelte fondamentali per il riassetto della governance alla luce del passaggio alla gestione ordinaria, sarebbero passate per l'approvazione dell'assemblea stessa.
«Quello spirito è stato tradito», sostiene Biondi, «grazie anche e soprattutto ai nostri rappresentanti di area omogenea».
Convocati dal ministro, sei sindaci, in un'ora, hanno dato l'ok alla designazione «senza neanche conoscere il nome del fortunato che prenderà 200 mila euro l'anno per decidere del nostro futuro», prosegue Biondi.
«Le modalità operative del governo non fanno una grinza e sono perfettamente in linea con la strategia della 'guerra lampo' già attuata per la legge Barca: il cui testo e' stato reso noto quando i giochi erano già fatti - sottolinea - Questo è assolutamente legittimo, incomprensibili, invece, sono i sindaci che si adeguano perchè 'al ministro non si può dire di no'».
«Da quanto mi riferiscono - afferma ancora Biondi - nell'incontro di ieri Barca avrebbe chiesto un'adesione incondizionata alle sue scelte chiedendo 'vi fidate di me?', io ribalto la domanda: lui si fida di noi sindaci? Da come procede per strappi e imposizioni, seppure inzuccherate, e ripeto, grazie ai 'basisti' in fascia tricolore, direi di no».
«Non intendiamo qui soffermarci sui nomi dei prescelti», commenta invece Appello per L’Aquila, «quanto, come nostra abitudine, sulla questione di metodo. Anche su questa vicenda vogliamo che sia aperta una reale fase di trasparenza rendendo espliciti quali siano stati i criteri di selezione, deplorando come per l’ennesima volta la tanto invocata partecipazione si concretizzi nel poter solo prendere atto di scelte prese altrove».
«I prossimi passi, sui quali invitiamo la cittadinanza a vigilare con noi», continua Appello per L’Aquila, «riguardano la formazione dell’organico dei due uffici nei quali saranno inseriti dei dipendenti, anche se non è chiarissimo se questi ultimi saranno tutti selezionati tramite il noto concorsone. Vorremmo che non ci fossero incertezze circa la competenza dei nominati con procedure diverse dal concorso».