L'INCHIESTA

«Esami comprati a Scienze Manageriali»: tre indagati “eccellenti” per corruzione

Nei giorni scorsi alcune perquisizioni all’Università D’Annunzio hanno svelato l’inchiesta

Alessandro Biancardi

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Alessandro Biancardi

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uda viale pindaro
PESCARA. Uomini in borghese si sono presentati negli uffici di Pescara della D’Annunzio per sequestrare una serie di documenti.

Si tratta di alcuni fascicoli che contengono la storia di almeno due studenti “eccellenti” della facoltà di viale Pindaro di Scienze Manageriali più altri documenti che al momento non è facile individuare.
La voce ha iniziato a girare da subito nonostante l’enorme riserbo che protegge l’ateneo abruzzese. Secondo quanto accertato da PrimaDaNoi.it ufficialmente sono tre gli indagati al momento.
Si tratta del professor Luigi Panzone, titolare della cattedra di Economia, Angelo Riccardi, attuale sindaco di Manfredonia, e l’imprenditore pugliese di Manfredonia Michele D’Alba, titolare di una nota cooperativa “tre fiammelle” di Foggia.
La perquisizione di alcuni giorni fa è stata richiesta alla Digos dal sostituto procuratore Valentina D’Agostino che sta indagando ad ampio raggio su presunti scambi illeciti tra professori e alunni. Poco trapela e gli inquirenti non confermano, rimangono abbottonati anche gli investigatori.
"Corruzione" e "Scienze manageriali" fanno però pensare subito all’inchiesta sull’Ato Pescarese e alle accuse mosse al sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, e al professor Panzone: anche in quel caso si parlava di corruzione e di versamenti da parte del primo cittadino. Quell’inchiesta è stata chiusa ed è approdata al giudice per le udienze preliminari, evidentemente però altro materiale è stato ritenuto utile per approfondire alcuni aspetti.
Si è giunti allora all’iscrizione dei tre indagati e al momento quello della corruzione è solo una ipotesi investigativa che tuttavia sarebbe stata già provata dagli elementi raccolti dalla procura.
La documentazione acquisita potrebbe servire per verificare i verbali d’esame da confrontare con altre evidenze o testimonianze e provare così eventuali falsificazioni.
Le accuse per ora sarebbero riferite ad un solo esame, quello tenuto dal professor Panzone ma non si esclude che la vicenda sia molto più ampia e possa coinvolgere (almeno in sede di verifica) altre discipline. Di certo si sa che l’indagine è iniziata da diversi mesi e molto sarebbe già stato fatto.
Il professor Panzone oltre alla recente inchiesta sull’Ato è rimasto coinvolto in un’altra inchiesta relativa al consorzio acquedottistico chietino per fatti del 1999 e per i quali è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per truffa aggravata ed un risarcimento di oltre 2 mln di euro in solido con un altro condannato.
Si tratta della vicenda che ruota intorno ad una speculazione in borsa da due milioni di euro, circa. Soldi volatilizzati. Una volta investiti, avrebbe dovuto fruttare 18 milioni di dollari invece niente.
Nell’indagine di oggi Angelo Riccardi, sindaco di Manfredonia dal 2010, è indagato per aver ceduto utilità al professore che avrebbe così promosso lo studente.
Michele D’Alba, invece, è un imprenditore molto noto in Puglia e titolare di una cooperativa che ha vinto alcuni grandi appalti ed è specializzata nelle pulizie anche delle strutture sanitarie. Proprio nell’ambito delle inchieste sulla sanità in Puglia il nome di D’Alba è spuntato fuori in uno dei verbali di Giampiero Tarantini, la figura intorno al quale ruotava l’inchiesta per tangenti.

Nell’interrogatorio del 6 novembre 2009, Tarantini parla dei favori alla politica e dei soldi che giravano.
Il passaggio del verbale è questo: «Mazzarano mi chiese di finanziare il Pd durante la campagna elettorale del 2008; gli dissi che ne avrei parlato con De Santis; quest’ultimo mi disse di finanziare dando buoni benzina, per un valore di 1.500 a Gianni Sicolo, collaboratore del De Santis che svolge per lui anche mansioni di autista. (…) le telefonale ricevute da Mazzarano nelle quali lo stesso mi convocava alla sede del partito erano finalizzate a farmi richiedere a tale Michele D’Alba, titolare della cooperativa Tre Fiammelle di Foggia (pulizie e lavanderia industriale) un finanziamento per il Pd; Mazzarano mi disse che alla Asl Taranto stava per far vincere a D’Alba una gara facendomi intendere che se lui voleva che la delibera fosse firmata avrebbe dovuto pagare circa 10.000 euro; dico 10.000 perché questo era l’importo che era stato chiesto a me. D’Alba mi ha confermato di aver pagato e di aver vinto la gara».