DISORDINE SUL RIORDINO

Province, la boutade di Di Biase «a Pescara serve un terremoto». Da L’Aquila: «sciacalli, vergogna»

«La città è più sfigata di Willy il Coyote»

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La casa dello studente de L'Aquila

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PESCARA. Solo un terremoto potrebbe salvare Pescara e far confluire nella città adriatica l’attenzione di tutti.
La pensa così il consigliere comunale dell’Udc Licio Di Biase che interviene nell’intricata questione del riordino delle Province che sta creando guerre di campanili e scissioni all’interno dei partiti. Ma l’affermazione si guadagna subito l’indignazione di Alfonso Magliocco, coordinatore provinciale Pd L’Aquila: «si vergogni».
La domanda ossessiva è una: come riorganizzare l’assetto provinciale? Con la soluzione ‘unica’ caldeggiata dal presidente Chiodi? Con due Province? Con tre? Con l’abolizione di tutte? La vicenda sta assumendo «contorni inquietanti», come la definisce Magliocco (Pdl). Nella riunione svoltasi ieri in Regione, infatti, è stata affrontata e discussa l’ipotesi di istituzione della Provincia unica e quella delle due Province (L’Aquila e Chieti/Pescara/Teramo) non prendendo minimamente in considerazione il risultato emerso dal Consiglio delle Autonomie Locali che ha visto prevalere la proposta dell’ istituzione di due Province (L’Aquila/Teramo e Chieti/Pescara).
«Noi, speriamo che avremo un terremoto», la butta lì Di Biase. «Capisco che, ora, tutti faranno i doverosi scongiuri. Ma non vedo altra soluzione».
Il consigliere pescarese fa il verso al libro “Io, speriamo che me la cavo” e spiega: «da tre anni, tutta la nostra attenzione è concentrata su L’Aquila, ed è giusta che sia così». La situazione, però, sostiene sempre il consigliere, «sta degenerando» perché «tutte le risorse e le attenzioni» sono per L’Aquila, terremotata.

Poi c’è Teramo, altra privilegiata, dice sempre Di Biase, perché «ha il presidente della Regione» e pure Chieti viene difesa da tre «“pesanti” rappresentanti di Pd (Legnini), Pdl (Di Stefamo) e Udc (Di Giuseppantonio)».

E Pescara? «E’ sfigata peggio di Willy il Coyote». Di Biase pensa al porto chiuso da mesi, alle due biblioteche chiuse da un anno, alla banca Caripe, «in giro per l’Italia, come l’ultima banca sfigata».
«Ma come si fa a penalizzare tutta la fascia costiera?», domanda il consigliere, «la situazione è grave. Noi, speriamo che non avremo il terremoto …..ma non vorremo che l’auspicio di un simile evento possa diventerà l’unico modo per garantirci un futuro».

SI VERGOGNI
Ma per Magliocco le affermazioni di Di Biase sono gravi: «si vergognino» dice non facendo nomi, «e gli auguriamo di non dover mai seppellire i propri concittadini e di non vivere tale tragedia. L’argomentazione per la quale non si vuole più “essere sfigati peggio di Willy il Coyote”, rischia di diventare un boomerang, laddove si sceglie di diventare sciacalli».
Sempre il coordinatore provinciale del Pdl sostiene che le minacce «non tanto velate di alcuni consiglieri regionali e presidenti di provincia stanno a dimostrare l’immaturità di una classe dirigente che sotto il labile vessillo del “bene dell’Abruzzo” continua a coltivare il proprio piccolo orticello nel tentativo di mantenere posizioni personali in danno al territorio inteso nella sua interezza».

«VIA LE PROVINCE E A NOI IL RUOLO GUIDA DELLA REGIONE»
Nel giorno dedicato al Santo Patrono del capoluogo adriatico, il movimento politico Pescara Capoluogo d'Abruzzo (che conta secondo i responsabili circa 5 mila simpatizzanti) lancia la sua proposta: «la regione non ha bisogno di province, l'Abruzzo ha bisogno di Pescara». «Nessun riordino sarebbe necessario - commenta il presidente dei biancazzurri, Roberto Santuccione, sulle pagine dei social networks piu' famosi - se si lasciassero da parte i campanilismi sterili e si guardasse un po' al futuro. L'Abruzzo non ha bisogno di inutili baracconi mangiasoldi ma di amministratori capaci che sappiano pensare in grande ed essere un po' lungimiranti. Pescara non deve essere capoluogo di regione per ''unzione divina'' ma per la sua posizione strategica, per il suo potenziale di infrastrutture e per la sua vocazione commerciale innata».

«DA PESCARA COMPORTAMENTO DEPLOREVOLE»
Chiara Petrocco, dirigente provinciale del Pdl, lancia il comitato “in difesa dell’Aquila Capoluogo”.
«Speravo non fosse necessario», spiega, «ma oggi credo sia opportuna. Il fatto che la città di Pescara stia tentando di approfittare di un momento storico di difficoltà della città dell’Aquila è deplorevole quanto inutile. Forse è proprio questo il momento giusto per mettere da parte barriere e casacche politiche -partitiche per ritrovare quel senso di appartenenza e di coesione che, immediatamente dopo il sisma, ci ha contraddistinto. E’ il momento di dimostrare tutti insieme», continua Petrocco, «che qualcuno in maniera improvvida minaccia la nostra realtà politico-amministrativa, di mostrare i muscoli e di essere oggi più che mai convinti che questa è e dovrà essere la nostra battaglia. Chiedo pertanto a tutti i consiglieri comunali de L’Aquila e delle città della nostra provincia, ai nostri consiglieri provinciali ed ai nostri rappresentanti in regione di aderire alla mia iniziativa, consapevoli di poter fare tutti un passo indietro rispetto ai personalismi del quotidiano per farne tutti insieme uno avanti nella rinascita del nostro territorio».

PD: «DISCUSSIONE TRAGICOMICA»
Per il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, la discussione che si è aperta in Abruzzo sul riordino delle Province è «tragicomica». Intervenendo su Facebook il segretario del Pd fa notare, tra l'altro, che il suo partito è diviso sulla vicenda. «Qualche consigliere regionale del Pd - fa notare Paolucci - si diverte a spaccare il Pd sulle Province» e mentre ciò accade «il ministro Passera conferma il ricorso al credito d'imposta per il finanziamento della Fano-Grosseto» il che vuol dire che «l'Abruzzo è semplicemente tagliato fuori, quindi dopo il ferro via la gomma». Questo avviene «mentre qualcuno pensa a parcellizzare l'Abruzzo». Le colpe? Per Paolucci sono di «Chiodi e un inguardabile Pdl in testa».PD: «DISCUSSIONE TRAGICOMICA»

Per il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, la discussione che si è aperta in Abruzzo sul riordino delle Province è «tragicomica». Intervenendo su Facebook il segretario del Pd fa notare, tra l'altro, che il suo partito è diviso sulla vicenda. «Qualche consigliere regionale del Pd - fa notare Paolucci - si diverte a spaccare il Pd sulle Province» e mentre ciò accade «il ministro Passera conferma il ricorso al credito d'imposta per il finanziamento della Fano-Grosseto» il che vuol dire che «l'Abruzzo è semplicemente tagliato fuori, quindi dopo il ferro via la gomma». Questo avviene «mentre qualcuno pensa a parcellizzare l'Abruzzo». Le colpe? Per Paolucci sono di «Chiodi e un inguardabile Pdl in testa».