RICOSTRUZIONE

Relazione a Barca incompleta, Chiodi prima nega poi incolpa il Comune de L’Aquila

Ieri le critiche del ministro

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CHIODI CIALENTE
L’AQUILA. «Può una relazione di 1.500 pagine dirsi incompleta?».

Con questa domanda il presidente della regione Gianni Chiodi ieri mattina ha risposto a margine di una conferenza stampa alle affermazioni del ministro Fabrizio Barca che sostiene che la relazione finale giuntagli dall’ex commissario alla ricostruzione sia incompleta.
Secondo l’esponente del governo Monti il documento «risponde solo in parte alle richieste di informazioni avanzate, più volte per mio tramite, dal Capo di Gabinetto e dal Capo del DiSet».
Ma Chiodi ha elogiato il lavorato fatto dalla sua squadra («nessun commissario nella storia ha mai rimesso una relazione puntuale e ponderosa» come la sua, o «magari ne avessi avuta una così quando mi sono insediato»). L’ex commissario ha detto che al massimo «si tratta di incompletezze marginali, che non impediscono il prosieguo dei provvedimenti».
Infatti anche il ministro ha annunciato che per evitare «che l'inerzia produca il blocco delle attività di ricostruzione con gravi danni innanzitutto per la popolazione» ha comunque emanato i primi atti normativi.
Nel pomeriggio di ieri Chiodi ha reso pubblica la lettera di risposta a Barca in cui ammette che sì, ci sono delle carenze, ma sono imputabili al Comune de L’Aquila.
Così passa dalla «mia relazione è ponderosa e puntuale» a «sono d’accordo con te quando parli di relazione “incompleta”».
Chiodi poi ricorda a Barca che i suoi collaboratori «hanno immediatamente informato le tue strutture che le richieste contenute nel “dossier informativo”, cosa diversa dalla relazione formale al Presidente del Consiglio dei Ministri in quanto elementi aggiuntivi richiesti dal tuo Capo di Gabinetto, non potevano essere tutte riscontrate in quanto non si era e non si è in possesso dei relativi dati».

Più volte, sottolinea l’ex commissario, «sono state evidenziate puntuali criticità rispetto alla impossibilità di completare con esattezza i relativi quadri informativi per cause di natura diversa, di ordine tecnico e finanche in quanto gli enti competenti a fornire le informazioni avevano, a loro volta, difficoltà nel reperire, collazionare e trasmettere i dati».

Caso «emblematico» sarebbe secondo il governatore il Comune dell’Aquila: «non ha fornito il quadro del personale, costringendo lo scrivente ad essere inadempiente rispetto al disposto normativo contenuto all’art. 67-bis, comma 4, del DL 83/2012, ove si prevede che il Commissario fornisca una ricognizione del personale impiegato nelle attività emergenziali e di ricostruzione».
Chiodi spiega anche di aver informato il gabinetto del ministero: «i problemi accennati sono stati continuamente condivisi con le strutture del tuo dicastero, visto che, in questi ultimi otto mesi e in questi ultimissimi giorni che hanno preceduto la compilazione della relazione e del dossier informativo, i miei uffici hanno lavorato sempre in stretta e continua collaborazione con i tuoi. Per queste ed altre ragioni, come sai, ho proposto, e so che tu hai per la maggior parte favorevolmente accolto, alcune norme da inserire nel previsto Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che potrebbero ovviare a molte delle criticità testé esposte».