Il tesoro di Ciancimino porta di nuovo in Abruzzo, indagato il figlio Massimo

Segue l’inchiesta anche la Procura aquilana

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Massimo Ciancimino

ROMA. Il figlio dell'ex sindaco di Palermo Massimo Ciancimino è indagato dalla procura di Roma per concorso in riciclaggio.

L’inchiesta, partita dalla procura de L'Aquila (pm Antonietta Picardi) con il supporto del Noe di Pescara, ha intercettato nell'ambito di un'inchiesta sui rifiuti gli stessi personaggi indagati in Sicilia. Le carte sono così passate ai colleghi della capitale, al procuratore capo Giuseppe Pignatone.
L'attività d’indagine abruzzese ha documentato le fasi attraverso le quali gli indagati hanno cercato di eludere i vincoli e le azioni giudiziarie della magistratura per «polverizzare il cosiddetto "tesoro di Ciancimino"». Secondo gli inquirenti «l'operazione finanziaria» si è sviluppata sottotraccia per nascondere interessi e connessioni ritenute dagli investigatori di «estrema importanza» e su cui ci saranno ulteriori indagini.
L'inchiesta era partita per individuare il 'tesoro' dell'ex sindaco di Palermo. Nel 2009 proprio nella Marsica gli inquirenti sostengono di aver trovato parte di quella montagna di soldi (rintracciarono circa 2 milioni di euro), riciclata per investimenti immobiliari nel settore turistico. A giugno del 2011 è arrivata anche la confisca degli immobili e delle quote societarie.
Gli inquirenti si sono focalizzati adesso sulla discarica di Glina, in Romania, e su una serie di personaggi incaricati della sua vendita.
La discarica, di un valore di oltre 100 milioni di euro, secondo il procuratore Giuseppe Pignatone e i sostituti Delia Cardia e Antonietta Picardi, sarebbe riconducibile proprio a Massimo Ciancimino e farebbe parte del tesoro accumulato negli anni dal padre Don Vito quando era assessore ai Lavori pubblici e poi sindaco (per soli 5 giorni) di Palermo. I capitali sarebbero stati investiti per la costituzione della "Erorec" - la società che si occupa della gestione del sito romeno.
Nei mesi scorsi i carabinieri del Noe, guidati dal colonnello Sergio De Caprio, ovvero l'ex capitano 'Ultimo' autore dell'arresto di Totò Riina, hanno avviato una serie di perquisizioni in diverse città italiane. La procura di Roma indaga anche su altre otto persone incaricate in questi anni di vendere e acquistare società che facevano capo sempre a Ciancimino junior. Gli gli indagati sono Raffaele Valente, Sergio Pileri (presunto prestanome secondo gli inquirenti), Romano Tronci, Claudio Imbriani, Santa Sidoti (collaboratrice di Ciancimino), Nunzio Rizzi (presidente della Ecovisioni che voleva acquistare la discarica), Gabrio Caraffini e Victor Dombrovschi (gestore della discarica).