LA PROTESTA

Terremoto: scontri di Roma, processo slitta al 26 novembre

Aquilani nella capitale a sostegno degli imputati

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Terremoto: scontri di Roma, processo slitta al 26 novembre
L'AQUILA. Circa 50 di cittadini dell'Aquila, sostenuti da esponenti di Action, hanno manifestato stamattina davanti all'ingresso del tribunale di Roma.


Una iniziativa promossa in segno di solidarietà a tre loro concittadini finiti sotto processo a causa dei tafferugli avvenuti il 7 luglio 2010. Quel giorno seimila aquilani si riversarono in piazza, a Roma, per chiedere al Governo sostegno all'economia terremotata, alla ricostruzione e sgravi fiscali.
Durante la protesta, tre dei manifestanti furono denunciati con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata e violazione delle leggi sulla pubblica sicurezza.
Si tratta di un aquilano, Francesco Camizzi, 25 anni, e due romani, un uomo e una donna. Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Roma, Flavia Costantini, ha disposto il rinvio a giudizio per tutti e tre.
Questa mattina grande attesa per l’inizio del dibattimento ma a causa di un vizio di notifica l'udienza è stata rinviata al 26 novembre prossimo.
Tra i manifestanti, che sventolavano bandiere nero-verdi (i coloro del comune de L'Aquila) c’erano anche l'assessore comunale per l'assistenza alla popolazione Fabio Pellini, i consiglieri Tonino De Paolis e Ettore Di Cesare e il deputato Giovanni Lolli. Due gli striscioni dei partecipanti: «Ribellarsi è giusto, rivendicare è un diritto» recitava il primo, sul secondo c'era scritto «Siamo tutti denunciati, basta ingiustizia basta repressione».