LA PROTESTA

Sulla cupola di San Pietro per dire no alle aste degli stabilimenti balneari

L'intera categoria solidale con l'intrepido balneatore.

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ROMA. Che cosa spinge un uomo a gesti eclatanti? La disperazione, la fame, la rabbia, l’ingiustizia e molto altro.

Marcello Di Finizio, titolare di un locale sul lungomare di Trieste “La voce della Luna”, ha avvertito un disperato bisogno di farsi sentire. E così martedì sera si è arrampicato sul cupolone di San Pietro. Ed è ancora lì. Di Finizio ha srotolato uno striscione di protesta contro le multinazionali e contro Monti. Ma la sua rabbia ha un nome preciso: direttiva Bolkestain; quella che stabilisce dal 2015 la messa all’asta degli stabilimenti balneari. E’ probabile che Di Finzio tema che il nuovo proprietario dell’area dove si trova il suo locale possa chiuderlo e cacciarlo via.
A quanto si apprende l’imprenditore triestino non è nuovo a questo tipo di manifestazioni di protesta. Già il 30 luglio scorso si è arrampicato sul cupolone (e ci è rimasto alcune ore) contro la direttiva Bolkestein. Il 26 marzo scorso, invece, si è posizionato su un ponte nel Porto Vecchio di Trieste per alcuni giorni.
E’ già diventato un eroe ed ha prodotto la mobilitazione di una intera categoria.
Le organizzazioni sindacali parlano di «disperazione di 30.000 famiglie» e di «oltre 100.000 lavoratori».
Ai ripetuti appelli delle Associazioni di categoria le istituzioni preposte e la politica hanno risposto con promesse, assicurazioni, impegni che fino ad oggi non hanno prodotto nulla di concreto.

«Inerzia che ci pone sempre più al rischio di vedere anni e anni di lavoro inesorabilmente persi», dice un altro balneare pronto a protestare, «e che esasperano sempre più gli animi di chi nel lavoro fonda il futuro delle proprie famiglie. Ribadiamo la necessità che il Governo dia risposte esaurienti alle domande che da tempo poniamo. Vogliamo conoscere il nostro futuro e quello delle nostre famiglie, chiediamo di avere la certezza sul domani delle imprese che da sempre rappresentano il fiore all'occhiello dell'offerta turistica italiana. A Marcello Di Finizio, che ancora una volta ha dimostrato coraggio e determinazione, chiediamo di scendere da San Pietro per la propria incolumità nella convinzione che la battaglia per la tutela del nostro lavoro e delle imprese la dobbiamo condurre tutti assieme».
Intanto mercoledì, una delegazione abruzzese di Fiba Confesercenti e Sib Confcommercio (categorie di operatori balneari) è partita alla volta di Roma per dimostrare solidarietà al collega. Giovedì l’assemblea regionale di Sib, alle 10.30 presso la sede di Confcommercio di Pescara, parlerà di altre manifestazioni di protesta in difesa della categoria contro la direttiva Bolkestein. Martedì prossimo, 9 ottobre, gli operatori delle spiagge adriatiche protesteranno a Senigallia.

«La categoria dei balneari è allo stremo delle forze», hanno detto Fiba Confesercenti e Sib Confcommercio, «la nostra vertenza sembra uscita dall’agenda istituzionale e ci sono 30mila aziende italiane, e 800 solo in Abruzzo, che non sanno se avranno un futuro e forme così eclatanti di protesta sono il sintomo del nervosismo. Il nostro lavoro rende un servizio insostituibile all’intera filiera del turismo, è una peculiarità italiana ed è organizzato da aziende sane: il richiamo delle multinazionali sembra però essere più forte. Per questa ragione non parteciperemo, come invece abbiamo sempre fatto, al salone di settore “Sun” di Rimini ma nello stesso giorno protesteremo in maniera eclatante a Senigallia».
Il presidente di Sib Confcommercio, Riccardo Padovano, ha espresso solidarietà a Di Finizio, «la nostra delegazione intende mostrare la propria solidarietà al collega», ha detto, «ma anche ribadire la compattezza della categoria nel dire no alle aste in ogni modo e con ogni forma che possa portare il nostro problema all’attenzione della stampa e delle istituzioni. La nostra pazienza ha un limite ed i fatti di oggi dimostrano che tale limite è stato ampiamente superato».