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Il Tar del Lazio dice no alle estrazioni alle Tremiti: dubbi sull'air gun

Annullato la compatibilità ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente:«procedura illegittima»

Marirosa Barbieri

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ABRUZZO. Il Tar del Lazio ha annullato l’autorizzazione di compatibilità ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla ditta Petroceltic per l’estrazione di petrolio al largo delle coste abruzzesi e pugliesi.
Secondo il tribunale, la procedura di autorizzazione, risulta illegittima sotto vari aspetti.
Il 6 aprile 2009 la ditta Petroceltic Italia s.r.l. ha chiesto al Ministero l’autorizzazione di compatibilità ambientale per la prima fase di ricerca di petrolio nel sottofondo marino, in un’area al largo delle coste abruzzesi e molisane. I territori interessati dalle estrazioni sono dunque l'Abruzzo, il Molise, la Puglia.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, hanno dato l’ok alle attività con la tecnica dell’air gun (violenti spari di aria compressa dai cui segnali riflessi è possibile ottenere informazioni sui giacimenti petroliferi) per la ricerca di idrocarburi.
A questo punto, le associazione ambientaliste preoccupate (l’associazione italiana per il Word Wide Fund For Nature, il Wwf Onlus, Legambiente Nazionale Onlus, la Lega Italiana Protezione Uccelli Onlus, il Fondo Ambientale Italiano), hanno presentato ricorso contro i due dicasteri chiedendo l’annullamento dell’autorizzazione.
Il Tar con sentenza del 7 giugno scorso, depositata il primo ottobre a firma dei magistrati Antonio Vinciguerra, Raffaello Sestini, Francesco Arzillo, ha accolto il ricorso, sottolineando alcune illegittimità nella procedura autorizzativa.
Violazione numero uno. La richiesta di compatibilità ambientale avanzata dalla Petroceltic, secondo il Tribunale, non è stata pubblicata su un quotidiano a diffusione regionale nella regione Puglia. C’è una norma, infatti, che impone che richieste del genere debbano essere pubblicate su quotidiani su scala nazionale e regionale.
Violazione numero due. Secondo il Tribunale, la Petroceltic non ha informato tempestivamente il pubblico, della richiesta di estrazioni. «Infatti sul “Quotidiano di Termoli”», dice la sentenza, «la pubblicazione della richiesta non è avvenuta contestualmente alla presentazione della domanda, ma successivamente alla data (28.7.2009) in cui è stato reso il parere della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale)».
Violazione numero tre. Per il Tar, il progetto della Petroceltic non ha acquisito il parere obbligatorio della Regione Puglia. Parere, ritenuto importante dal tribunale in quanto, «vista la distanza della sede dell’intervento di poche decine di chilometri dalle Isole Tremiti (che rientrano nel territorio della Regione Puglia), l’opinione della Puglia non può non considerarsi significativo al fine di coinvolgere la medesima regione nel procedimento di Via, in quanto l’impatto potenziale sull’ecosistema marino e sulle attività connesse alla pesca riguarda tutte le zone circostanti e non solamente quelle dell’Abruzzo e del Molise».
Quarto aspetto, non meno importante, di cui il Tribunale ha tenuto conto, riguarda i possibili impatti ambientali provocati dalle operazioni. La preoccupazione è che la tecnica utilizzata per l’estrazione, l’airgun, appunto, possa disorientare gli animali alterando gli equilibri marini. Non una certezza ma un’ipotesi.«In questa sede», recita infatti la sentenza, «bisogna parlare di carattere potenziale dell’impatto ambientale, in quanto non si tratta di pervenire a una valutazione in concreto sull’assenza di pregiudizio ambientale, ma più semplicemente di prefigurare quali siano i territori anche soltanto potenzialmente coinvolti dalle conseguenze dell’intervento».