POLITICA

Matteo Renzi a Sulmona: «rottameremo il Pd abruzzese»

«Se vinco io fuori D'Alema»

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Matteo renzi

Matteo Renzi

ABRUZZO. «Tocca a una nuova generazione dirigente, i cittadini dovranno scegliere, tocca alle persone del territorio».
Matteo Renzi è arrivato con il suo camper in Abruzzo. Giornata ricca di impegni: prima tappa Sulmona, poi Teramo, Chieti e Pescara. Camicia con polsini tirati su, senza cravatta (in vero Obama Style) il rottamatore temuto dalla sinistra (ma anche dalla destra) va avanti con il suo tour in vista delle primarie.
E pure in Abruzzo ha ripetuto quello che ormai da settimane sta ripetendo in tutte le città che tocca. Non sono mancati fendenti alla classe politica regionale: «anche nel Pd e anche in quello abruzzese c'é gente in sella da 30 anni e l'unico modo per mandarli a casa è votare per me», ha detto senza giri di parole.
«Quelli che ci hanno portato fino a qui non possono essere quelli che ci porteranno fuori da qui. Tocca a una nuova generazione dirigente, a persone che non vengono da esperienze parlamentari ma dal territorio, dai Comuni. Persone che si sono sporcate le mani come sindaci e come amministratori e che hanno un'idea».
Sulla legge elettorale: «facciano quello che gli pare - ha detto - , basta che lo facciano, e che a scegliere siano i cittadini. Dico che se vinceremo dimezzeremo il numero dei parlamentari diversificando le funzioni delle Camere. Non si possono avere due Camere doppione».
Sulla nuova iniziativa di Fini, Casini e Montezemolo in funzione Monti-bis , Renzi ha poi aggiunto: «E' un'iniziativa che si commenta da sola».
Idee chiare sui vitalizi e il finanziamento pubblico dei partiti: «eliminare tutto. Il vitalizio è simbolo odioso della casta», ha detto il sindaco di Firenze, «il consigliere regionale che prende vitalizio prende due pensioni e se va in parlamento ne prende tre. Che senso ha se siamo convinti che devono cambiare le regole delle pensioni?». Via anche i soldi alle forze politiche. «siamo per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, non perchè il principio sia ingiusto, ma perchè abbiamo visto che fine hanno fatto quei soldi».

A CHIETI: «SE VINCO IO, FUORI D’ALEMA»
Nel tardo pomeriggio Renzi è arrivato al Supercinema di Chieti e ha continuato il suo super comizio. A D'Alema, che in una trasmissione televisiva disse che «se vince Renzi non ci sarà più il centrosinistra», il sindaco di Firenze ha replicato «se vince Renzi non c'è più il posto in Parlamento per D'Alema. Riprendiamoci il futuro - ha detto il sindaco di Firenze - lo dico soprattutto a chi crede nel centrosinistra, a chi vuole bene al Pd e vorrebbe che ogni tanto vincesse. Se non prendiamo i voti dei delusi del centrodestra, vi svelo un segreto, si perdono le elezioni»
Il ‘rottamatore’ ha anche assicurato che questa partita delle primarie non è contro Bersani: «io non parlerò mai male del centrodestra nè del centrosinistra e di Bersani ma se Berlusconi ha governato vent'anni è stato anche per responsabilità di certa sinistra».
«Io - ha detto rivolto alla platea - non chiedo il vostro voto perchè a noi serve soprattutto il vostro impegno, il vostro entusiasmo, perchè si possa tornare a dire che non sono tutti uguali».
Nel corso della giornata Renzi è passato anche da Teramo e da Pescara (sala gremita al cinema Massimo) dove ha ripetuto più o meno le stesse cose. Ha ribadito, come aveva fatto in mattinata a Sulmona, che la sonda che la Nasa ha mandato su Marte è costata meno di quello che è costata la Salerno Reggio Calabria all'Anas. Ha fatto notare ancora che l'Italia «è il paese che spende più di tutti in infrastrutture, ma spesso i soldi li buttiamo via. Rovesciare il discorso è possibile».
E poi ancora basta vitalizi e riforma delle pensioni: «aboliamo le pensioni dei consiglieri regionali, dimezziamo il numero dei parlamentari, dimezziamo i costi, non solo i costi in politica. Aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti, cose necessarie altrimenti la gente a noi politici non ci guarda piu' in faccia. Se vinciamo noi, faremo queste cose. Se perdiamo le primarie daremo lealmente una mano a chi le vincerà»

CONTRO EVASIONE FISCALE DIECI HACKER
«Prendiamo dieci smanettoni, dieci hacker che lavorano su internet, facciamogli incrociare le banche dati e, in questo modo, scopriamo chi non paga le tasse», ha poi proposto.
«Cerchiamo di far pagare le tasse a chi non le paga - ha ribadito -, ma non con i provvedimenti spot che servono per andare la sera sul Tg1. Sono necessari piuttosto provvedimenti concreti; quello che recuperiamo dall'evasione fiscale - ha concluso - lo usiamo poi per ridurre il peso delle tasse sui cittadini».