POLITICA

Fini a Lanciano: «fuori i condannati dalla politica»

Avvocati protestano contro soppressione tribunali

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

LANCIANO. «Non candidiamoli quelli che sono stati condannati in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione».

Lo ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, che stamattina ha partecipato a Lanciano al convegno 'La Forza delle Idee: dai martiri della liberta', ai martiri della legalita''.
Una chiara presa di posizione quella del leader di Fli per «ragioni di opportunità» e per «far capire agli italiani e ai giovani che la politica ha orecchi per intendere».
Il ministro della Giustizia Paola Severino ieri sera nel corso della trasmissione di Rai3 Report ha assicurato: «Stiamo arrivando alla meta. Il lavoro di limatura del testo definitivo non è ancora terminato in Commissione giustizia al Senato, ma sia chiaro che il disegno complessivo non può essere cambiato ».
Fini questa mattina ha ribadito che le forze politiche, in attesa di varare una legislazione ad hoc, «farebbero bene a cogliere l'occasione alla vigilia di una competizione elettorale e fermo restando il terzo grado di giudizio quale presunzione di innocenza. Tutti auspichiamo che il disegno di legge anticorruzione esca al piu' presto dai cassetti del Senato. Credo che il primo dovere delle istituzioni, e quindi della politica, sia quello di avere consapevolezza che se vuol davvero onorare quelle figure deve avere comportamenti coerenti e conseguenti", ha aggiunto la terza carica dello Stato».
Ma proprio in occasione dell’arrivo di Gianfranco Fini a Lanciano, l’Aiga, associazione italiana giovani avvocati, si è data appuntamento davanti al Tribunale cittadino per ribadire la propria «assoluta contrarietà» alla riorganizzazione della giustizia italiana che porterà alla chiusura delle piccole cittadelle giudiziarie. «Nel caso di Lanciano», denuncia l’Aiga, «i parametri messi a punto dal Governo individuano un ufficio che per dimensioni e per comune esperienza appare per nulla efficiente e la costruzione di un nuovo Palazzo di Giustizia nel capoluogo non risponderebbe certo ai criteri di spendig review anzi, andrebbe a gravare, ancora una volta, sui cittadini».
Il Governo non ha tenuto conto, secondo gli avvocati, dell’impatto che le sue scelte provocano sulle comunità locali e delle conseguenze negative anche sul tessuto economico e sociale: «ciò porterà sui cittadini e in particolare su tutto il territorio frentano e sulla Val di Sangro costi più elevati, meno efficienza, in poche parole una maggiore difficoltà di accesso alla Giustizia da parte dei cittadini e delle imprese».
Infine, l’Aiga di Lanciano contesta una riforma che «penalizza fortemente i giovani avvocati e coloro che si avvicinano alla libera professione con sforzi e sacrifici, una riforma che andrà ad aggravare i costi di gestione e di esercizio di una professione che diventa sempre più per pochi e a servizio di coloro che potranno permettersela, in spregio ai più elementari principi costituzionali e democratici».