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Pescara, 13 milioni per il dragaggio, ma sono gli ultimi

Improta: «cancellare la diga foranea»

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Guido Improta

PESCARA. Sulla vicenda del dragaggio del porto di Pescara «finalmente si comincia a intravedere una luce».

Torna l’ottimismo in citta dopo la visita del sottosegretario Guido Improta che ha incontrato gli amministratori pubblici e gli operatori del porto, sottolineando l’attenzione del Governo nei confronti delle vicende.
Improta ha restituito fiducia alle istituzioni e alla marineria e ha ribadito che il dragaggio punterà alla rimozione di almeno 200mila metri cubi di fanghi, e non di soli 50mila come ventilato nei giorni scorsi, con un investimento di 13milioni di euro. Il sottosegretario ha sottolineato che «è chiaro che quattro mesi sono tanti, come attesa», e questa «non sarà un'attività che porterà benefici per un lungo periodo, a causa della diga foranea» realizzata negli anni passati che impedisce il corrette defluire dell'acqua.
Si è augurato quindi che il dragaggio possa coniugarsi con lo sblocco del piano regolatore portuale, che deve continuare il suo percorso.

«ARRIVERANNO RISPOSTE CONCRETE»
Dopo mesi di dubbi e polemiche sono arrivate delle rassicurazioni. Improta ha sottolineato che non gli interessa parlare del passato: «io sono responsabile di quello accaduto dal 7 giugno scorso in avanti».
Le prime novità, ha garantito, arriveranno questa settimana: «Noi, come Ministero alle Infrastrutture - ha continuato - ci siamo fatti carico di questo problema dal 7 giugno quando e sin da quel giorno si è convenuto che bisogna partire col dragaggio di 200 mila metri cubi di fanghi e rifiuti, e con il conferimento e lo smaltimento degli stessi in discarica. Si partirà con 2,5 Regione e 2 milioni del Provveditorato alle Opere Pubbliche, per arrivare a 13,5 milioni. Mai dal 7 di giugno si è parlato di un intervento inferiore a queste quantità. La costruzione di una eventuale vasca di colmata non rientra in questo progetto. Abbiamo convenuto di far revocare le ordinanze di protezione civile sul porto di Pescara e far rientrare la responsabilità amministrativa al Provveditorato delle Opere Pubbliche. Poi abbiamo condiviso il percorso amministrativo e la progettualità».

TRE FASI DEL PROGETTO
Tre sono le fasi del progetto: Dragaggio, sblocco della programmazione per un nuovo piano regolatore portuale e garanzia di investimenti per garantire un nuovo sviluppo del porto di Pescara.
In tutto per venti milioni di euro. Il porto di Pescara è stato individuato come infrastruttura strategica sulla quale far convergere fondi pubblici e privati. «Ho dato mandato al provveditore delle opere pubbliche Carlea», ha continuato, «di pubblicare entro la prossima settimana un avviso di pre-informazione che prevede le indicazioni riguardo il dragaggio, la rimozione, il trattamento e il conferimento in discarica dei rifiuti per un totale 13,5 milioni di euro. Il bando di gara è già predisposto».

120 GIORNI PER IL DRAGAGGIO
Il sottosegretario in conclusione ha parlato dei tempi dell'opera: «Abbiamo stimato 120 giorni per le operazioni di dragaggio, con la rimozione di 1500 metri cubi di fanghi al giorno. Nell'ordinanza di protezione civile - ha concluso il sottosegretario Guido Improta - è stata predisposta l'apertura di una contabilità speciale dove oggi ci sono già 4,5 milioni. Altri ne arriveranno in seguito».
Ma, ha ammonito tutti, «non è il momento per fare furbate, la pubblica amministrazione deve dare risposte ai cittadini e i voli pindarici legati ad eventuali infrastrutture non possono essere presi in considerazione in questo momento in cui che la priorià sono il lavoro e il reddito».
Nel suo intervento ha anche fatto notare che probabilmente «non tutti abbiano remato nella stessa direzione» e che in questa vicenda «non ci sono protagonismi, ma si fa un gioco di squadra». Per quanto riguarda le offerte che arriveranno in merito al bando di gara, ha spiegato che si prenderanno in considerazione tempi di realizzazione, conferimento in discarica e in terza battuta risparmio economico.

MASCIA: «TANTA CHIAREZZA»
Il sindaco Luigi Albore Mascia ha ringraziato Improta, «con chiarezza ed efficacia, ha confermato tempi e modalità del dragaggio che ormai dovrebbe essere vicino e soprattutto ha sgomberato il campo da qualunque dubbio. Ora dovrà proseguire il gioco di squadra, specie a fronte della disponibilità manifestata dal Governo circa eventuali nuovi finanziamenti destinati al Piano regolatore portuale, un programma di sviluppo necessario che però andrà esaminato e valutato in tutte le opportune sedi con la marineria stessa che non dovrà ‘subire’ quell’intervento, ma dovrà condividerlo in un processo di piena partecipazione democratica».

TESTA: «MORATORIA PER LAVORATORI»
Per quanto riguarda gli impegni assunti con gli operatori, dopo l'annuncio arrivato ieri dall'assessore regionale Mauro Febbo circa l'erogazione delle somme per il fermo pesca (prevista dal mese di ottobre in poi), Testa ricorda di aver anche chiesto «una moratoria, come quella assicurata in occasione del terremoto, per alleviare il dramma di chi è senza lavoro. Su questo punto - conclude - attendo risposte dal Governo».

LEGNINI, D'INCECCO, SCLOCCO E DI PIETRANTONIO (PD) «FINALMENTE PAROLE CHIARE»
«Siamo soddisfatti per gli impegni oggi assunti», hanno commentato gli esponenti del Partito Democratico, «continueremo a vigilare affinché vengano rispettati i tempi di realizzazione dell'intervento e venga garantita l'integrale copertura finanziaria. Dopodiché bisognerà mettere mano agli interventi strutturali nel rispetto del Piano regolatore portuale, che va approvato al più presto».