L'INIZIATIVA

Gli Ospedali psichiatrici giudiziari verso la chiusura?

Le preoccupazioni del Comitato No Opg

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Gli Ospedali psichiatrici giudiziari verso la chiusura?
L’AQUILA. Un incontro-dibattito per dire no agli ospedali giudiziari psichiatrici e per difendere i diritti dei malati di mente.

Il 29 settembre, alle ore 11.00, presso l’aula magna del liceo Cotugno de L’Aquila si terrà la proiezione del video Opg (acronimo di ospedali giudiziari psichiatrici). L’appuntamento è organizzato dal Comitato "Stop opg Abruzzo" formato da Anpis, Arci, Associazione 180amici l'Aquila-onlus, Altri Orizzonti,Cittadinanza Attiva-Tribunale del Malato, Cgil,Coordinamento regionale Centri Diurni Psichiatrici, Cosma, ForumSaluteMentale, Li.cia-onlus, Psichiatria Democratica, Unasam.
Si parlerà della chiusura degli opg, prevista entro marzo 2013 ma l’attenzione si concentrerà anche sull’apertura delle cosiddette strutture residenziali sanitarie “speciali”, molto simili agli ospedali psichiatrici.
Il timore, dice il comitato «è di ritrovarci con numerosi piccoli manicomi regionali. I ritardi o le assenze di Governo e Regioni, i tagli che colpiscono servizi Asl e Comuni, le omissioni anche da parte dei tecnici, rendono ancora incerto il processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e sempre più rischiosi gli esiti della recente legge 9 del 2012. Perché non sono ancora stati assegnati alle Regioni e alle Asl/Dipartimenti di Salute Mentale i finanziamenti aggiuntivi stanziati dalla legge per la chiusura degli Opg (23 milioni di euro nel 2012 e altri 55 milioni dal 2013)?».
Il Comitato da tempo si batte per restituire cittadinanza e diritti alle 1.500 persone ancora rinchiuse negli ospedali giudiziari, dove continuano a soffrire e a morire; per abolire gli istituti giuridici alla base di questi ospedali, per affermare il valore della “legge Basaglia”, la numero 180 del 13 maggio 1978 che si fonda sull’obiettivo di riformare l'organizzazione dell'assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale, proponendo una visione alternativa al sistema ai manicomi.
E’ importante, ha sottolineato il comitato, «prendere in carico le persone e dei loro familiari, attraverso centri di salute mentale accoglienti, aperti h24, nei servizi comunitari territoriali, a domicilio, in residenze abilitative piccole. E’ importante restituire ai pazienti la libertà perché la libertà è terapeutica».