IL CASO

Danni per nevicate di febbraio, i soldi in Abruzzo non arriveranno

No dell’Ue ma la Regione ha rendicontato 22 mln di danni

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Danni per nevicate di febbraio, i soldi in Abruzzo non arriveranno
ABRUZZO. Niente aiuti europei all'Italia per i danni causati dalle nevicate eccezionali dello scorso febbraio.

La decisione è stata presa dal responsabile per le politiche regionali, Johannes Hahn, lo stesso che la scorsa settimana ha proposto l'erogazione di 670 milioni di euro di aiuti in favore dell'Emilia Romagna per il terremoto di fine maggio. Per Bruxelles la richiesta avanzata per coprire almeno una parte dei danni causati dalla neve non soddisfa i criteri fissati per l'accesso ai finanziamenti destinati a chi subisce calamità naturali previsti dal Fondo di solidarietà Ue.
Una posizione che non ha nulla a che vedere con le vittime causate dal maltempo, circostanza per la quale la Commissione ha espresso oggi il suo «più profondo rincrescimento».
Il 'niet' di Bruxelles interessa ben 11 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria.

UN PROBLEMA DA 22 MILIONI DI EURO
E il problema si fa seriamente grosso. L’ Abruzzo ha rendicontato 22 milioni di euro di danni per la neve che a febbraio scorso ha imbiancato tutta la regione.
Ma il Governo ne ha stanziati appena 9… per tutte le regioni d’Italia. Oltre 300 enti locali, che durante l’emergenza si sono “attivati” su input del Governo e con il coordinamento della Protezione Civile Nazionale e Regionale, oggi corrono il rischio di non ottenere alcun ristoro delle spese sostenute durante la fase dell’emergenza.
Gianfranco Giuliante, assessore alla protezione civile della Regione Abruzzo ha lanciato l'allarme sul rischio default per tanti comuni dopo il 'no' giunto da Bruxelles.
E sempre Giuliante insiste: «bisogna comunque trovare una soluzione, non è possibile che i Comuni che sono stati attivati dall'anello apicale del sistema di protezione civile (i prefetti, ndr), dando anche disposizioni su cose da fare a tutti i costi, ora si trovino non solo scoperti, ma in situazioni che potrebbero portare al default. Avevo chiesto - ricorda Giuliante - che per lo meno un primo segnale venisse fuori dalla possibilità di concedere spese in deroga al patto di stabilità, ma neanche questo è stato concesso. Bisogna ora verificare quale intervento la Regione dovrà mettere in piedi per superare la situazione di difficoltà».
«Era legittimo attendersi solidarietà e invece la Commissione Europea ci ha chiuso le porte in faccia», commenta con amarezza il presidente dell'Unione delle Province Abruzzesi nonche' presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.
In Abruzzo le quattro Province gestiscono oltre 7.000 chilometri di strade, molte delle quali sono in condizioni pietose tra frane, smottamenti e dissesto del piano viabile.
«Le Province - dice ancora il Presidente Di Giuseppantonio - si sono fatte prontamente carico, nella fase dell'emergenza-neve, di tutte le spese. Ma oggi, a fronte di quell'impegno particolarmente oneroso, l'unica risposta che arriva dall'Ue e' un secco diniego. Questa situazione, purtroppo, fa il paio con la decisione del Governo italiano che, dopo averci autorizzato a spendere, ha messo a disposizione di tutte le Regioni un rimborso irrisorio. Tutto ciò comporterà che da domani le Province abruzzesi, e non solo, dovranno arrampicarsi sugli specchi per evitare situazioni di dissesto nei rispettivi bilanci».