POLITICA

Arrivano i ‘rottamatori’ del Pdl. Dentro anche Mascia, Di Primio e Brucchi

«Berlusconi resti ma mandi a casa i cortigiani»

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Arrivano i ‘rottamatori’ del Pdl. Dentro anche Mascia, Di Primio e Brucchi
ABRUZZO. La chiamano ‘L’Italia chiamò!’ ed è una iniziativa di sindaci e amministratori locali del Pdl che spingono per «la rifondazione del centrodestra».

Il loro obiettivo è quello di «superare l’attuale stagnazione politica dovuta ad una classe dirigente avvitata su se stessa ed incapace di offrire soluzioni e prospettive».
Tra i promotori anche tre sindaci abruzzesi: Luigi Albore Mascia (Pescara), Maurizio Brucchi (Teramo) e Umberto Di Primio (Chieti) insieme ad omologhi di tutta Italia:
Alessandro Cattaneo di Pavia, Guido Castelli di Ascoli, Paolo Perrone di Lecce, Pasquale Aliberti di Scafati, Giovanni Schiappa di Mondragone, Nicola Ottaviani di Frosinone, Roberto Visentin di Siracusa, Oreste Perri di Cremona e Marco Zacchera di Verbania.
«Io amo fare politica», commenta il sindaco di Chieti, «noi amiamo fare la politica al servizio della gente e alla ricerca del bene comune ed è per questo che ai disonesti e ai servi sciocchi diciamo basta senza alcuna autocelebrazione e autoreferenzialità, senza se e senza ma. Combattiamo in nome dello spirito di servizio e del bene comune, l'antipolitica, il qualunquismo, l'affarismo ed il carrierismo politico».
Il coordinatore Cattaneo, ha puntualizzato che i 12 primi cittadini sindaci «non sono né una corrente né un nuovo partito, ma un patrimonio di passione e credibilità».
Per questo chiedono che si faccia una selezione, «partendo dal territorio», di una nuova e credibile classe dirigente «attraverso il metodo delle primarie a tutti i livelli».
Cattaneo ha poi spiegato che «se l'Ufficio di Presidenza del Pdl desse le dimissioni per noi sarebbe un buon segnale, naturalmente per consentire al partito di ripartire con una nuova impronta».
I sindaci promotori dell'iniziativa chiariscono da subito «che rinunciamo a candidature parlamentari ma intendiamo essere determinanti nelle scelte».
'L'Italia chiamò!' propone la sottoscrizione di un manifesto che rappresenti un «nuovo contratto sociale» con gli italiani, che parta necessariamente dalla rifondazione del Pdl.
«Noi vogliamo continuare a rivolgerci ai cittadini - hanno spiegato i sindaci - per non disperdere il patrimonio del Pdl, che ha un elettorato in fuga».
Il movimento, ha aggiunto Cattaneo, «é pronto andare oltre il berlusconismo; ma se Berlusconi darà segni concreti di novità noi con entusiasmo saremo al suo fianco, ma dovrà sposare chi lavora sul territorio, mandando a casa i cortigiani».
«Il fatto che questi sindaci del Pdl stiano diffondendo le proprie iniziative dalla sede nazionale del partito», ha commentato il coordinatore del Popolo delle Liberta Ignazio La Russa, «dimostra ancora una volta che il Pdl è avanti agli altri, del resto è corretto esprimere le proprie idee, ci mancherebbe altro».
Dopo l'Assemblea dell'Anci di metá ottobre Di Primio ha proposto ai colleghi di vedersi tutti a Chieti, in una due giorni nel corso della quale «potremo esaminare l'effetto che "L'Italia chiamó" ha avuto e quindi definire le iniziative e le strategie future soprattutto in termini di richieste degli enti locali da rivolgere al futuro governo e Parlamento ma soprattutto ai nostri rappresentanti.»