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Progetto Forest Oil a Bomba: Wwf diffida la Regione

Il 1° ottobre Conferenza dei Servizi a Roma

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Progetto Forest Oil a Bomba: Wwf diffida la Regione

ABRUZZO. Il Wwf nei giorni scorsi ha diffidato la Regione Abruzzo sul progetto di trivellazione e costruzione dell'impianto per il trattamento del metano che la Forest Oil vuole realizzare a Bomba.

Infatti il Ministero per lo Sviluppo Economico ha convocato per il prossimo 1° ottobre la conferenza dei servizi per la decisione sul progetto. Il ruolo della Regione Abruzzo è centrale, perchè è responsabile per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto. «Una valutazione negativa su un parere di tipo ambientale», fanno notare gli ambientalisti, «non può essere superata in quella conferenza dei servizi, al contrario del diniego, ad esempio, da parte dei comuni».
Il Comitato VIa della Regione alcuni mesi fa si è espresso negativamente sul progetto ma il 26 luglio il Tar Pescara ha sospeso il parere senza entrare nel merito della validità dei motivi alla base della decisione, ma chiedendo di ascoltare i rappresentanti della Forest in sede di Comitato. «Quindi», contestano dal Wwf, «bastava riconvocare il comitato V.I.A., sentire la Forest, e ribadire il parere negativo magari motivando ancora meglio il diniego da un punto di vista tecnico per mettersi al riparo da ulteriori ricorsi».
Da allora sono passati due mesi esatti e il presidente del comitato Via della Regione Antonio Sorgi, pur avendo convocato un Comitato per domani 27 settembre, non ha messo all'ordine del giorno la discussione sul progetto.
«L'inadempienza del Comitato Via», protesta Luciano Di Tizio del Wwf, «è un fatto estremamente grave in quanto in conferenza dei servizi il primo ottobre a Roma la Regione Abruzzo potrebbe essere costretta ad esprimersi. Il fatto di non aver dato seguito alla decisione del Tar potrebbe costituire il “casus belli” per permettere al Ministero di utilizzare i poteri sostitutivi trasferendo a Roma tutta la procedura, anche quella relativa alla materia ambientale».
Sostanzialmente la Regione si presenterà inerme e non potrà difendere il proprio territorio da un progetto avversato da migliaia di cittadini, da decine di comuni e dalla provincia. Invece un “no” valido del Via avrebbe costretto il Ministero a chiudere la conferenza dei servizi in senso negativo».
Per gli ambientalisti l'atteggiamento del Ministero «è assolutamente preoccupante».
Infatti, in maniera quanto meno irrituale, la stessa convocazione della conferenza dei servizi si chiude con una frase della funzionaria del Ministero che comunica agli enti che comunque vada si valuterà se attivare la procedura sostitutiva attraverso l'avocazione direttamente al Consiglio dei Ministri.
«Probabilmente», continua Di Tizio, «le dichiarazioni ferocemente filo-idrocarburi del ministro Passera hanno fatto dimenticare l'aplomb istituzionale ai funzionari del Ministero. Se la Regione Abruzzo arriva con un no chiaro del Comitato VIA non solo la conferenza dei servizi dovrà bocciare il progetto ma diventa molto difficile anche la strada prospettata dalla dirigente del Ministero in quanto sarebbe un atto estremamente grave pensare di superare un parere negativo di tipo ambientale ricorrendo al Consiglio dei Ministri. Invece, presentandosi sguarniti, si presta il fianco a queste operazioni ministeriali che paiono non tener conto della volontà dei cittadini».