IL CASO

Pescara, grillini lanciano l’affondo: «Udc sospenda anche Dogali e Di Biase»

Dopo la vicenda dell’ex assessore Serraiocco il Movimento 5 stelle chiede nuovi provvedimenti

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Licio Di Biase

Licio Di Biase

PESCARA. Perché Serraiocco è stato sospeso dal suo partito di riferimento (l’Udc) e i suoi compagni di squadra, altrettanto indagati, sono ancora al loro posto?
La domanda arriva dal Movimento 5 Stelle che lancia un appello diretto al segretario nazionale Lorenzo Cesa. Proprio da Roma, infatti, i vertici dell’Unione di Centro sono intervenuti con il pugno di ferro decidendo la sospensione dell’assessore indagato per truffa (per una questione non inerente l’attività amministrativa), poche ore dopo che la notizia dell’inchiesta era finita sui giornali.
Una decisione che è sembrata esagerata ai colleghi pescaresi ma tant’è non si è potuta nemmeno discutere. Adesso i grillini chiedono che si continui su questa strada.
«Notiamo con piacere che Cesa ha prontamente affrontato l’incresciosa situazione sospendendo Serraiocco dal partito. Vorremmo informare il segretario Cesa che, se non se ne è già accorto, dello stesso Consiglio Comunale fanno parte anche Licio Di Biase e Vincenzo Dogali indagati per la nota vicenda legata all’urbanistica durante la precedente giunta comunale guidata da Luciano D’Alfonso». Entrambi sono accusati di corruzione
Quando scoppiò l’inchiesta Di Biase (accusato di corruzione) sedeva sulla poltrona del Consiglio comunale. Non pensò allora alle dimissioni e solo un politico (Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista) sollevò il caso di inopportunità di avere alla presidenza del Consiglio un indagato e denunciò «il grave atteggiamento di scorrettezza istituzionale bipartisan». Non si scomodò  il sindaco Luigi Albore Mascia che pure lo aveva voluto in quel ruolo. Stessa cosa per Vincenzo Dogali, ex presidente del Consiglio comunale nell’era D’Alfonso.
«Sicuramente a breve arriverà la sospensione dall’Udc anche per loro» ipotizzano ironicamente i grillini che puntano l’accento sul comportamento ‘incoerente’ di Dogali: «nella vicenda Serraiocco Dogali ha sottolineato come sia il partito dell’Udc, che l’assessore e lo stesso sindaco abbiano avuto un comportamento assolutamente trasparente sulla vicenda, rispettoso nei confronti della persona e dell’Ente. Vorrà dire che sarà coerente con il suo pensiero e vorrà immediatamente autosospendersi».
E cosa farà Mascia? Il sindaco appresa dell’indagine della Procura che lo riguarda (è indagato per abuso d’ufficio) non è stato rapido quanto il suo collega Serraioco: non si è dimesso.
«Siamo sicuri», dicono ancora i grillini, «che avrà la stessa sensibilità del suo assessore qualora dovesse essere malauguratamente rinviato a giudizio perl a vicenda legata a Pescara Città dello Sport 2012».

LA DISCUSSIONE SULLA NOMINA DI LICIO DI BIASE IN C.C. Del 17 Luglio 2009