TASSE E TERREMOTO

Terremoto. Inps: «alcune imprese dovranno restituire le tasse al 100% »

La circolare dell’Ente previdenziale sta seminando panico

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Giovanni Lolli

Giovanni Lolli


L’AQUILA. «Se sei un artigiano o il titolare di un’impresa e vivi fuori dalla zona franca urbana o non rientri nelle agevolazioni de minimis potresti essere costretto a restituire il 100 % delle tasse che ti sono state sospese dopo il sisma».

Dice più o meno questo una circolare dell’Inps (istituto nazionale di previdenza sociale) diffusa in questi giorni.
I politici si sono allertati: dal sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, all’onorevole del Pd Giovanni Lolli, all’assessore regionale Gianfranco Giuliante che ha scritto una lettera aperta al Ministro Barca. Insomma siamo alle solite e purtroppo il copione è di quelli già visti.
«Questa circolare è un abuso», ha detto Lolli, «l'Inps deve limitarsi ad applicare le leggi e il suo è un atteggiamento ingiustificabile».
Ecco in sostanza che cosa è successo. Dopo il terremoto il Governo ha concesso alle imprese del cratere l’abbattimento delle tasse al 40 %, una misura per favorire la ripresa del tessuto economico dell’aquilano.
Oggi però l 'abbattimento delle tasse al 40 per cento si configura come aiuto di Stato ed è quindi soggetto ad approvazione della Commissione Europea che dovrà esprimersi.
Intanto l’Inps ha allertato le imprese con una circolare. L’Ente ha detto che in attesa che l’Ue si pronunci le uniche imprese che certamente possono continuare a godere dell’esenzione sono quelle che usufruiscono dell’aiuto di Stato nei limiti de minimis. Tutte le altre, sia quelle che non rientrano nella zona franca urbana, sia quelle che non rientrano nella soglia de minimis dovranno restituire il 100% dei contributi sospesi durante il sisma e potranno al massimo godere di un pagamento dilazionato (120 rate mensili).
«Il Governo deve intervenire», hanno detto Cialente e Lolli, «rischiamo altrimenti che la cosa più importante conquistata finora, l'abbattimento delle tasse, ci venga sottratta».
«L'ex commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi », ha chiosato Cialente, «avrebbe dovuto seguire la questione fin da subito. Abbiamo capito che questo terremoto è solo degli aquilani e sulla Regione non si può contare».
Mentre Gianfranco Giuliante ha lanciato una proposta al Ministro Barca: «chiedo, in accordo con il presidente Chiodi che già ha dato la propria disponibilità al riguardo, di voler convocare in tempi rapidi un incontro tra Governo, Regione e enti interessati per verificare la possibilità, a mio parere esistente, di bloccare, nelle more della risposta della Commissione Europea, qualunque disposizione che preveda il recupero delle tasse non versate e di non considerare tale agevolazione come aiuto in de minimis.Qualora la Commissione Europea dovesse esprimere parere negativo alle richieste delle autorità italiane, cosa non auspicabile e da evitare assolutamente, sarebbe il caso di prendere in considerazione la possibilità, prevista dall'Europa fino al 31 dicembre 2011 di estendere il tetto massimo degli aiuti in de minimis fino a 500.000 euro. Questo si rende necessario per evitare di dare il colpo di grazia ad un tessuto economico in forte difficoltà e che sconta oltre la tragedia del terremoto anche una crisi profonda e diffusa».