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Concorsone, i precari vogliono l’‘aiutino’. Barca: «la musica è cambiata»

«Concorso pubblico è una garanzia costituzionale»

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Fabrizio Barca

Fabrizio Barca

L’AQUILA. «Ragazzi, dovete mettervi in testa che l’Italia è cambiata, è cambiata la musica».

Il ministro Fabrizio Barca, venerdì scorso è tornato a L’Aquila per un tour a piedi nel centro storico de L'Aquila, insieme al ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, Lorenzo Ornaghi.
I due hanno visitato alcuni dei cantieri di restauro già attivi o in attivazione in città e hanno incontrato lungo il percorso i precari della ricostruzione che hanno ‘placcato’ Barca per chiedere rassicurazioni sul concorsone.
Tutti i dubbi dei lavoratori sono stati messi sul tavolo. Su alcuni sono arrivati risposte chiare e nette, su altre questioni il ministro ha glissato, «non è di mia competenza».
Il confronto si è focalizzato ovviamente sul concorsone che dovrà selezionare e assumere (a tempo indeterminato) circa 300 persone che per i prossimi anni dovranno occuparsi delle questioni attinenti la ricostruzione post-sisma. La selezione pubblica sta gettando scompiglio in città da molte settimane e i precari non sono soddisfatti per quello che è stato fatto dal governo. Prima di tutto contestano la preselezione che avrebbero voluto saltare.
«Il meccanismo concorrenziali aperti sono una garanzia per voi», ha detto Barca. «Mi attaccano per aver dato ai precari una chance maggiore», ha detto ancora l’esponente del Governo Monti. «A noi serve competenza acquisita e maturata nel lavoro ma è necessario anche aprirsi attraverso un concorso pubblico. Questo è un mondo nuovo in cui a tutti viene data una possibilità».
E infatti al maxi concorsone sono attese 20 mila persone provenienti da tutta Italia. I precari hanno puntato il dito contro la volontà di «spezzare via» quelle professionalità che si sono già spese per la ricostruzione e che nei prossimi anni potrebbero garantire un lavoro spedito e senza intoppi.
«Mettetevi in testa che l’Italia è cambiata», ha replicato ancora il ministro, «la musica è cambiata. La Corte Costituzionale dice che ci siamo spinti al limite».
I precari hanno continuato a protestare contestando a Barca di non voler tutelare i 430 lavoratori della ricostruzione.
La preselezione è obbligatoria? Secondo i precari no: «abbiamo trovato dei concorsi», hanno spiegato i lavoratori, «costituzionalmente inappellabili dove per le categorie interne era previsto il salto della preselezione».
Ma anche su questo fronte il ministro è stato inamovibile: «la giurisprudenza è cambiata, oggi sarebbero impugnabili». Il punto di vista che il governo vuole assumere, ha ribadito Barca, non è il punto di vista dei precari: «non si sta facendo un concorso per tutelare chi non ha un lavoro stabile. Si sta facendo un concorso per garantire la più alta qualità possibile alla ricostruzione aquilana». E poi ha aggiunto: «se qualcuno pensa che si è occupato per due ore della ricostruzione aquilana possa ambire a far parte della riserva la risposta è: non se ne parla neppure».
«In Italia ci sono situazioni di precariato gravissime, aggravate dalle legge sul lavoro», ha detto ancora con fermezza. «Questo governo che rappresento non poteva pensare che nel risolvere il problema della ricostruzione de L’Aquila si potesse affrontare il problema dei precari. E’ una questione nazionale non è un fatto aquilano. La risposta che diamo ai precari de L’Aquila è la stessa che si deve ai precari di Lecce della scuola, del Petruzzelli di bari. È la stessa questione».
I precari hanno poi contestato che negli uffici della ricostruzione lavoreranno cinquanta professionisti che saranno nominati direttamente dai direttore generali a loro volta di nomina governativa.
Qui la musica non è cambiata? «Non è di mia competenza», ha replicato il ministro, «non ne so nulla degli assetti del Comune».