POLITICA

Idv riparte dai sindaci, Di Pietro: «Grillo fa quello che facevo 10 anni fa»

«Di opposizione si può anche morire»

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Idv riparte dai sindaci, Di Pietro: «Grillo fa quello che facevo 10 anni fa»
VASTO. La foto di Vasto dell'anno scorso era con Bersani, Di Pietro e Vendola sorridenti che uscivano da Palazzo D'Avalos.

Quella di quest'anno è senz'altro con i cinque sindaci Pisapia, Tosi, De Magistris, Orlando e Doria schierati sul palco. Una foto diversa che simboleggia come i tempi siano cambiati e come sia forte la voglia di uscire dallo steccato dei partiti. Forse anche per rispondere a Grillo. E per aprirsi a quelli che lo stesso Antonio Di Pietro definisce «i mondi vitali».
«Non vogliamo essere assolutamente il partito dei sindaci», mette subito le mani avanti il primo cittadino di Milano Giuliano Pisapia, «vogliamo solo dare il nostro contributo per tentare di cambiare in meglio il Paese». Eppure, quando tutti e cinque (non c'é nessuno del Pd, il sindaco di Bari Michele Emiliano dà forfait all'ultimo minuto) a cominciare dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, 'declinano' le rispettive ricette per uscire dalla crisi si capisce come sia quello il linguaggio più vicino alla gente. Almeno a giudicare dalle ovazioni che la platea tributa ciascuno. Anche al leghista Flavio Tosi. Tutti infatti sono d'accordo sul tassare i grandi patrimoni, sebbene Leoluca Orlando vada oltre proponendo la patrimoniale pure per la Chiesa. Tutti vogliono tagliare i costi della politica. Cosa che nei rispettivi comuni sostengono di aver già cominciato a fare. Tutti dicono basta con le spese militari e puntano il dito contro corruzione e malaffare scoperte ora in Lazioe e Lombardia.
Ma è soprattutto quando De Magistris chiede con foga di finirla con le «privatizzazioni selvagge», perché «é il pubblico che si deve riuscire a far funzionare», che la gente si alza in piedi per applaudire. Si tratta di cose, ammettono alcuni di loro a margine dell' incontro, che molti partiti («non parliamo di quelli che hanno fatto delle privatizzazioni la propria bandiera») non possono più dire.
Ma che qualcuno deve pur sostenere se si vuol tentare di mettere un argine a Grillo. Così, quando tocca a Di Pietro tirare le fila della «tre giorni di Vasto da ricordare», il leader Idv dice con chiarezza che all'appello lanciato dai sindaci di lavorare insieme per far ripartire il Paese bisogna rispondere sì. Soprattutto perché i cittadini «ormai guardano alle facce» più che ai simboli di partito, a ciò che si fa e non «più a ciò che si dice». Ed é per questo, insiste, che è giunto il momento di fare e di decidere.

«IDV FORZA DI GOVERNO»
«L'Idv - avverte - vuol essere forza di governo. Basta con l' opposizione. Di opposizione si può morire».
L'Idv ha progetti «per cambiare il paese» e vuole realizzarli. «Il Pd non può continuare a nascondersi dietro il dito della mia presunta offesa al Capo dello Stato», grida tra gli applausi. «Perché noi - conclude - non abbiamo mai offeso Napolitano. Abbiamo chiesto solo la verità».
Su Beppe Grillo l’ex pm ha le idee chiare: «fa quello che io già facevo dieci anni fa... Ma in questi anni ho imparato che oltre alla protesta si devono trovare anche delle soluzioni concrete per affrontare i temi del Paese. Protestare é facile, governare è molto più difficile...».
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris chiede a Grillo «un confronto politico» su contenuti e programmi.

STATO MAFIA: «PALERMO PARTE CIVILE»
Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha invece annunciato che il suo Comune si costituirà parte civile al processo «sull'ignobile trattativa Stato-mafia. Mi auguro che anche Renzi faccia lo stesso per la strage di via dei Georgofili».