LA MOSSA A SORPRESA

Villa Pini: il Comune revoca l’autorizzazione definitiva all’attività sanitaria

Pratica antincendio: manca una ricevuta dei Vigili del fuoco, ma l'attività continua

Sebastiano Calella

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Villa Pini: il Comune revoca l’autorizzazione definitiva all’attività sanitaria

CHIETI. «Il Comune ha revocato l’autorizzazione a Villa Pini per l’esercizio dell’attività sanitaria».

Ieri a Chieti la notizia si è diffusa in un baleno ed ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori ed i sindacati, già allarmati per le voci su un possibile no che il giudice delegato avrebbe detto a Nicola Petruzzi per la proroga dell’affitto della clinica. «Bisogna capire se tecnicamente si ritorna, come credo, nello stato di “autorizzazione provvisoria” – commenta a caldo Andrea Gagliardi, Cgil - e quindi con la possibilità di continuare ad operare nelle more dell’autorizzazione definitiva oppure no. Approfondiremo la questione».
 Un’altra tegola sulla gestione di Villa Pini, un colpo decisivo che potrebbe far chiudere immediatamente la clinica bloccando l’assistenza sanitaria? La prima interpretazione è stata infatti questa: “no autorizzazione, no ricoveri e cure”.
 Cioè la clinica esce dal giro della sanità regionale, per diventare uno scheletro edilizio con tanto terreno attorno da sfruttare in mille modi, vanificando gli equilibrismi di questi anni per conservare 800 posti di lavoro. Lo sconcerto allora si è sommato all’incertezza sul futuro prossimo di Villa Pini: il contratto di affitto con il Policlinico Abano Terme scade tra una settimana e non ci sarebbe nessuna proroga in vista, almeno secondo voci difficili da verificare. Dalla clinica non filtra nulla e così dal Tribunale. In pratica, dopo il no per l’irricevibilità della prima richiesta di proroga inoltrata da Petruzzi al giudice e non al Comitato dei creditori (che sono i veri “padroni” di Villa Pini), il Policlinico ha riformulato l’istanza ed avrebbe chiesto un incontro per illustrare le sue ragioni: sembrano perciò improbabili le voci sul no alla proroga dell’affitto, perché la competenza ad esaminare l’istanza è del Comitato dei creditori che non risulta ancora convocato.

E allora la revoca dell’autorizzazione sanitaria è diventata di nuovo la notizia del giorno, almeno fino a quando non è apparso il documento ufficiale di «annullamento del certificato di autorizzazione definitiva all’esercizio dell’attività sanitaria».
Che però sembra solo un inciampo burocratico per la mancanza di una ricevuta dei Vigili del Fuoco sui controlli antincendio. Non è stato possibile contattare il sindaco, ma nel provvedimento a firma del dirigente competente si legge che il 3 settembre c’è stato il rilascio dell’autorizzazione “definitiva” alla Clinica e che ieri è avvenuto l’immediato annullamento “in autotutela” da parte del Comune. Nei giorni scorsi infatti i Vigili del fuoco hanno comunicato che manca una ricevuta e «detta mancanza rientra ampiamente nelle casistiche di cui alle condizioni» previste nell’autorizzazione.
Il tutto con riferimento al Dpr che regola le condizioni antincendio e che si applica ad una serie di attività riportate nell’allegato 1 (le case di cura sono al punto 68 dell’elenco, mentre ad esempio le scuole sono al punto 67). Insomma a saltare sarebbe l’autorizzazione “definitiva”, mentre resterebbe ancora valida quella “pre-definitiva”, con la quale la clinica ha operato finora, in attesa di completare la pratica dell’adeguamento antincendio.