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Bper, intesa con i sindacati: ecco i numeri

L’accordo prevede il taglio di 450 unità di lavoro nel gruppo. Rimangono i poli di L'Aquila e Lanciano

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Bper, intesa con i sindacati: ecco i numeri
ABRUZZO. Stretta di mano tra la Bper ed i sindacati sul piano industriale 2012-2014, in materia di esuberi, pensionamenti, esodi.

Il documento, firmato da Cricredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl Credito,Uilca-Uil, il 15 settembre scorso a Modena, prevede il taglio di 450 unità di lavoro. Ma contiene anche ipotesi sulla distribuzione geografica e sui contributi aziendali previsti.
L’accordo costituisce la base regolamentare su cui verranno gestite sul territorio abruzzese le ricadute occupazionali previste dal Piano industriale Bper, che come noto prevede la fusione per incorporazione di due istituti abruzzesi, la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona e la Cassa di Risparmio dell'Aquila.

A CASA 450 DIPENDENTI
Ecco cosa prevede il piano in tema di esuberi.
Per coloro che hanno maturato i requisiti per l’accesso alla pensione entro il 31 dicembre 2014 e che manifesteranno volontariamente entro il 15 febbraio 2013 la volontà di risolvere il contratto di lavoro, si prevede come incentivo una somma da erogarsi a titolo di trattamento aggiuntivo/integrazione al Tfr il cui importo netto sia pari al 40% della retribuzione annuale lorda.
Per coloro che invece matureranno requisiti di pensionamento tra il primo gennaio 2013 ed il 30.06.2016 è prevista, previo incentivo, esclusivamente l’adesione volontaria al Fondo di solidarietà. Per questi ultimi l’accordo prevede criteri di salvaguardia in caso di modifiche al regime pensionistico.
Sono inoltre contemplate nuove assunzioni da parte dell’azienda, nel caso di uscite superiori alle 450 eccedenze.

DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE
Ecco l’ipotesi di composizione dei poli territoriali di Bper Services. A Modena lavorerebbero tra le 600 e 650 unità, tra Lanciano e L’Aquila tra le 35 e 55 unità, nel polo Sud (Campania, Matera) tra le 65 ed 85 unità, nel polo Sardo tra le 270 e 300, a Milano tra le 15 e le 30 unità.
Al fine di ridurre a livelli residuali la mobilità territoriale l’accordo prevede il rafforzamento dei poli esistenti di Modena, L’Aquila, Matera, Cava dei Tirreni, Sardo e Milano e l’istituzione del polo di Lanciano nonché la possibilità di creare unità organizzative di capogruppo decentrate nei territori.

4 EURO AL GIORNO DI CONTRIBUTO
Per la mobilità giornaliera (lo spostamento del lavoratore da casa alla sede di lavoro), l’azienda ha deciso che metterà a disposizione mezzi idonei per il trasporto collettivo. Il contributo varia a seconda della distanza dal posto di lavoro. Sarà di 4 euro se il luogo di lavoro è lontano 20/30 km dalla casa del dipendente, di 6 euro se è a 31/40 km, 8 euro se si tratta di 41/50 km, di 12 euro per 51/60 km, fino a 36 euro per distanze che oscillano da 111 a 120 km.
Se i lavoratori vogliono restare negli ambiti territoriali di provenienza allora potrebbero essere costretti a svolgere anche una mansione non equivalente a quella per cui sono stati inquadrati, dice ancora il piano.