FONDI DEI PARTITI

Lusi ai domiciliari in Abruzzo: «senza internet né cellulari»

Nella struttura ex tossicodipendenti e malati psichici

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2551

Lusi ai domiciliari in Abruzzo: «senza internet né cellulari»
ABRUZZO. Concessi gli arresti domiciliari al senatore Luigi Lusi dopo 91 giorni trascorsi nel carcere di Rebibbia

Il giudice ha così accolto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati previo il parere favorevole della procura.
L’ex tesoriere della Margherita, però, non far ritorno a casa ma starà in una camera singola e priva di linee internet o telefoniche (fisse o cellulari) presso il Santuario della Madonna dei bisognosi a Pereto - Rocca di Botte, località di Monte Serra Secca.
«Non è un classico 'monastero': ma piuttosto una comunità di recupero». Così don Enzo Massotti, parroco di Carsoli spiega all'Ansa cosa sia il Monastero di Santa Maria dei bisognosi nel comune di Pereto.
«Una volta era una struttura francescana, oggi è diocesana ed è guidata da padre Giancarlo: al suo interno non solo ex tossicodipendenti, ma anche persone con problemi psichici», conclude don Enzo.
Fondato nel 610 a poco più di mille metri sul monte Serrasecca, a 70 km da Roma, il luogo è stato meta, due anni fa, di una visita di papa Benedetto XVI; in passato vi si recò anche Madre Teresa di Calcutta
La struttura «ha caratteristiche di assoluta serietà e si inserisce nel mondo cattolico più impegnato e credibile». Lo ha deciso il gip Simonetta D'Alessandro la cui esigenza principale, condivisa con la procura, era quella di evitare che il senatore potesse comunicare con l'esterno e avere colloqui «con ogni probabilità inquinanti e preparatori di disegni calunniosi».
Acquisiti gli accertamenti, «dall'esito tranquillizzante», del comando provinciale dei carabinieri dell'Aquila sull'idoneità del Santuario ad accogliere Lusi, il giudice ha anche disposto che il senatore abbia un colloquio settimanale con la moglie Giovanna Petricone (anche lei indagata) presso la biblioteca del Santuario con facoltà di vedere la bambina di due anni.
«Nella situazione interinale - è l'auspicio del gip - Lusi potrebbe operare la restituzione del denaro trasferito in Canada, con inequivoco sintomo di affrancamento dal sistema criminale in cui egli sembra essere vissuto: una specifica volontà in tal senso, d'altronde, è già desumibile dal vincolo creato con la costituzione del pegno sulle quote delle società canadesi, in favore della procura di Roma».
«Accogliamo con piacere la decisione del giudice di diminuire il regime di custodia cautelare a cui è sottoposto il nostro assistito», hanno commentato gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, difensori del senatore. «Riteniamo - hanno aggiunto - che d'ora in poi possa prendere forza un percorso che porterà alla soluzione del problema e che passerà anche attraverso la restituzione di tutti gli immobili di competenza della Margherita. Il patrimonio verrà posto a disposizione dei liquidatori del partito».
Accusato assieme ad altre persone, tra cui la moglie, di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di una somma compresa tra i 23 e i 25 milioni di euro spariti dalle casse della Margherita, Luigi Lusi, ex tesoriere del disciolto partito, era finito in carcere il 20 giugno scorso. Lusi dovrebbe lasciare Rebibbia nel primo pomeriggio.
Una precedente richiesta di arresti domiciliari in convento in Abruzzo era stata presentata dalla difesa ai primi di settembre al tribunale del riesame il quale, però, si era detto contrario a una ipotesi di scarcerazione alla luce del suo atteggiamento reticente e delle sue dichiarazioni volutamente ambigue rese agli inquirenti.

«LO ACCOGLIAMO CON SPIRITO EVANGELICO»
«E' un figlio di Dio e lo accoglieremo con spirito evangelico». Così padre Giancarlo, rettore della comunità santuario del Monastero S. Maria dei Bisognosi parla dell'imminente arrivo del senatore Luigi Lusi. Attualmente il monastero comunità di recupero ospita 22 persone e padre Giancarlo le ha subito informate dell'arrivo 'eccellente', consapevole dei «5 minuti di notorietà che stanno piovendo sul nostro santuario». «Sapevo da tempo che sarebbe arrivato, avevo parlato con avvocati e magistrati. No, non conosco Lusi di persona. Certo, una idea dei fatti me la sono fatta... - continua padre Giancarlo - ma noi abbiamo un approccio senza pregiudizi, perché le persone hanno una dignità che va al di là dei singoli sbagli. Ai miei ospiti ho detto: accogliamo un altro fratello. Certo, è l'evento, o meglio l'ospite più grosso che ci sia capitato».