MISTERI E ANTENNE

San Silvestro, «antenne senza autorizzazioni ma il sindaco non le spegne»

Le risposte dell'assessore Del Trecco ad una interrogazione di Blasioli (Pd)

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Antonio Blasioli

Antonio Blasioli

PESCARA.«Spetta al sindaco disattivare gli impianti non autorizzati a San Silvestro».

E’ uno degli aspetti sollevati dal consigliere comunale del Pd, Antonio Blasioli, sulla vicenda della delocalizzaione delle antenne, nell’interrogazione del 30 luglio scorso.
Un botta e risposta quello tra l’assessore Isabella Del Trecco ed Antonio Blasioli da cui vengono fuori una serie di elementi interessanti sulla storia delle antenne: dai 59 verbali di contestazione alle emittenti non autorizzate, alle controdeduzioni della Guardia di Finanza risalenti ad un anno fa ed ancora imbustate, alle mancate sanzioni da parte del Comune.
Sembra così confermata la tesi che ad oggi le antenne -dopo lo switch off- da San Silvestro non potrebbero trasmettere poichè manca un documento che fornisca la deroga a quanto stabiulito dal ministero (la cancellazione di San Silvestro dal piano delle frequenze).

IL RUOLO DEL COMUNE
Domanda numero uno: quali sono state le attività poste in essere dal Comune sulle antenne?
L’assessore Del Trecco ha spiegato che il Comune di Pescara si è attivato con operazioni di controllo sulle emittenti a San Silvestro. Il 6 maggio 2010, infatti, l’Ente ha disposto la costituzione di un’apposita unità di progetto interdipartimentale per lo svolgimento di operazioni di verifica e di controllo sulle stazioni di emittenza radio e televisiva per verificare l’esistenza di eventuali abusi urbanistico/edilizi attraverso l’installazione di impianti e manufatti vari, non autorizzati.Il compito è stato affidato inizialmente al dirigente del settore Gestione del Territorio ingegner Marco Pasqualini.
Il Comune, poi, il 20 aprile 2010 ha anche chiesto alla Provincia di fornire notizie sul piano provinciale di delocalizzazione dell’emittenza radiotelevisiva, e sull’attivazione del comitato tecnico provinciale per l’emittenza radio e televisiva il cui parere è fondamentale per rilasciare eventuali autorizzazioni. Richieste che però sono rimaste inevase.
Ma, osserva Blasioli, «perché attendere risposte se c’è la comunicazione del Ministero dello Sviluppo economico che dice che nel momento in cui c’è il passaggio dall’analogico al digitale terrestre, se prima c’erano delle autorizzazioni, quelle autorizzazioni non sono più valide? Cosa aspettiamo?».

I VERBALI DI CONTESTAZIONE
Dall’interrogazione emerge anche che gli uffici comunali hanno collaborato nei controlli con la guardia di finanza dal 25.7.2011 al 30.08.2011. Operazione che ha portato a 59 verbali di contestazione e di violazione della legge regionale 45/2004 a carico di alcune emittenti.
Su questi verbali, ha spiegato Del Trecco, «per la quasi loro totalità sono state depositate memorie difensive da parte dei contravventori, i cui contenuti sono stati e sono tuttora in valutazione sia della stessa Guardia di Finanza che ha formulato apposite proprie controdeduzioni, sia da parte dell’avvocatura comunale».
Ma Blasioli osserva che le controdeduzioni della Guardia di Finanza 15 giorni prima della interrogazione erano ancora chiuse dentro le busta.

LE RESPONSABILITA’ DEL SINDACO
Infine Blasioli ricorda che in base alla legge 45/2004 spetta al sindaco, una volta accertata la mancanza di autorizzazione degli impianti, disattivarli. La legge parla chiaro, dice Blasioli: «fatte salve le sanzioni di competenza dello Stato disciplinate dall’articolo 15 della legge quadro 36/2002, l’esercizio di impianti di telecomunicazione e di radiotelevisione, in mancanza delle autorizzazioni, comporta la disattivazione degli impianti».
Finora però non si è preso alcun provvedimento nè si è intimato un termine che consenta alle tv e alle radio di spostare gli impianti per evitare il black out delle trasmissioni.
Insomma le regole valgono quasi per tutti.