LA DENUNCIA

«Hanno fatto bere acqua inquinata», Legambiente contro Aca e Comune di Silvi

Gli ambientalisti: «serve operazione verità e dimissioni del direttore tecnico»

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«Hanno fatto bere acqua inquinata», Legambiente contro Aca e Comune di Silvi

SILVI. Attenuatasi l’emergenza idrica estiva che ha interessato molti comuni abruzzesi, e in particolare il comune di Silvi, Legambiente fa il punto sulla vicenda alla luce della documentazione acquisita.
L’associazione aveva da subito rilevato diversi lati «oscuri» nella gestione dell’emergenza, tanto da richiedere chiarimenti urgenti all’Aca. Inoltre aveva già segnalato le anomalie alla Procura della Repubblica di Teramo. Oggi, carte alla mano, è in grado di ricostruire e di esibire le prove sull’operato «maldestro» tenuto dall’Aca e dal Comune di Silvi che, «nascondendo la verità ai cittadini, hanno agito in palese e rilevante contrasto con la legge».
Invece di risolvere preventivamente il problema dell’emergenza idrica estiva - ha denunciato questa mattina Legambiente- l’Aca ha fatto bere ai cittadini di Silvi, nel periodo compreso tra il 9 e il 31 agosto 2012, acqua proveniente dal campo pozzi Vomano di Scerne di Pineto «senza la dovuta e preventiva autorizzazione di idoneità al consumo umano da parte della Asl di Teramo».
La stessa Asl che, nel novembre 2008, aveva chiuso, in quanto inquinati, i pozzi in questione: fatto, questo, ribadito anche dall’Arta Teramo il 10 agosto scorso, in sede di riunione presso la Regione Abruzzo, dove ha definito il sito del campo pozzi di Scerne di Pineto tutt’ora inquinato.
Questa pericolosità, hanno sottolineato da Legambiente, sarebbe stata ulteriormente evidenziata anche dalle disposizioni adottate dal Comune di Pineto in data 10 agosto, con il divieto di uso “a qualsiasi titolo” dell’acqua di diversi pozzi privati distanti solo qualche centinaio di metri dal campo pozzi Vomano. «Nonostante questo», hanno denunciato gli ambientalisti, «l’Aca ha eseguito in maniera del tutto irresponsabile l’ordinanza illegittima del sindaco di Silvi (che, incompetente, disponeva la riapertura di pozzi ubicati su un altro Comune) contravvenendo così palesemente alla dichiarazione dello stato di emergenza idrica disposto dalla Regione Abruzzo, che subordinava la riapertura dei pozzi alla preventiva acquisizione delle autorizzazioni sanitarie per l’utilizzazione dell’acqua ad uso potabile rilasciate dalla ASL. In assenza di autorizzazione, l’Aca ha quindi trasgredito la legge con una condotta scriteriata che getta seri dubbi sull’affidabilità della stessa azienda pubblica che serve acqua a quasi 500.000 abruzzesi».

«VALORI SUPERIORI ALLA MEDIA»
A riscontro di quanto affermato, Legambiente ha ricostruito l’incredibile e preoccupante incidente verificatosi alla vigilia di Ferragosto e che ha costretto l’Aca ad interrompere la fornitura in rete dell’acqua proveniente dal pozzo n. 5 del campo di Scerne di Pineto.
«L’interruzione del servizio è scaturita dalla presenza nell’acqua di valori di gran lunga superiori ai limiti imposti dalla norma», ha denunciato l’associazione, «di tetracloroetilene, sostanza classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un possibile cancerogeno. Quando questi valori sono stati riscontrati dall’Aca nei campioni prelevati in uscita dai filtri a carboni attivi, preposti a trattenere la sostanza cancerogena, il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello li ha giustificati, in maniera avvilente e dietro legittime richieste di chiarimento avanzate dalla Asl, come un possibile “scambio di campioni durante le operazioni di prelievo e preparazione in laboratorio”».

«GRAVITA’ INAUDITA»
A tal riguardo, nel ritenere l’accaduto di una gravità inaudita, Legambiente concorda pienamente, e le fa proprie, con le affermazioni della Asl di Teramo che, con riferimento al modus operandi dell’Aca, nella nota del 10 luglio, sospettava una «non completa trasparenza della gestione delle problematiche igienico-sanitarie» e, nella nota del 17 agosto, supponeva «una non affidabilità del laboratorio Aca che deve garantire con precisione ed accuratezza le analisi del monitoraggio continuo dell’acqua del pozzo n. 5 del Campo Pozzi Vomano».
Legambiente stigmatizza, allo stesso tempo anche, la condotta di «dubbia responsabilità» del sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura: «forzando le prerogative delle ordinanze, ha dato vita in maniera consapevole all’inquietante e dissennata vicenda, fatta di inadempienze, pressapochismi, incompetenze, abusi ed inosservanze delle leggi, che hanno messo a rischio la salute dei cittadini».
Per l’associazione ambientalista risulta essere, infine, «deprecabile» anche il comportamento del vicesindaco di Silvi, Enrico Marini: «pur di coprire il pasticcio delle ordinanze illegittime emanate dal sindaco Vallescura, ha reso sì nota l’avvenuta autorizzazione alla riapertura dei pozzi da parte della Asl di Teramo, ma ne ometteva la subordinazione ad una serie di prescrizioni e condizioni, a cui l’ACA non aveva dato e non poteva dare risposte».

«LIVELLO SI DIMETTA»
«Quanto accaduto ha dell’incredibile e conferma, nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno, la poca trasparenza nella gestione dell’acqua da parte dell’Aca, ben spalleggiata dal decisionismo avventato del sindaco di Silvi», dichiara Michele Cassone, presidente del Circolo Legambiente Terre del Cerrano.
L’associazione avanza due richieste: far partire dall’Aca una operazione trasparenza e arrivare alle dimissioni del direttore tecnico Lorenzo Livello.
«L’Abruzzo è una regione tra le più ricche d’acqua, ma non riesce a risolvere il problema della disponibilità della risorsa idrica, soprattutto nei mesi estivi – conclude Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo - Si tratta di un limite oggettivo, ormai conclamato di governo e di pianificazione, che può e deve trovare soluzione nel tanto auspicato riordino del sistema idrico integrato, capace finalmente anche di vigilare sulle società di gestione. L’esperienza di Silvi ha messo in luce tutte le inefficienze del sistema: invitiamo pertanto, da subito, la Regione ad attivare un tavolo di lavoro che per tempo cominci a risolvere le criticità che già da oggi sappiamo ripetersi per la prossima estate».
a.l.