ARCHEOLOGIA

Altri ritrovamenti dell’età mesolitica a Ripoli

Spuntano tra i reperti resti di animali cacciati, conchiglie e strumenti

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Altri ritrovamenti dell’età mesolitica a Ripoli
CORROPOLI. Strumenti in selce scheggiata, resti di animali selvatici cacciati e macellati (tartarughe, cervidi), scarichi di conchiglie.

Sono la prova dell’esistenza, un tempo, di cacciatori appartenenti all’età mesolitica sul territorio di Ripoli. Le indagini nel villaggio archeologico di Ripoli sono partite nel 2011 proseguite nel corso dell’estate 2012 fino a giungere ad una conclusione.
Gli scavi hanno visto impegnati la direzione scientifica di Andrea Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, archeologi professionisti, geologi e archeozoologi, studenti universitari dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti e Pescara, il Comune di Corropoli ed i volontari dell’associazione Italico Onlus.
Tra i risultati portati alla luce sono emersi sia reperti risalenti all’età neolitica. Si tratta di ceramiche dipinte riferibili alla fase antica della “Cultura di Ripoli” (databile intorno al 4.800 a.C.), frammenti di statuette, resti di faune cacciate e allevate, frammenti di macine e manufatti in selce e ossidiana; ceramica figulina dipinta; nell’ambito delle ricerche sono stati raccolti campioni paleobotanici utili per la ricostruzione dell’economia delle popolazioni neolitiche, con il riconoscimento delle specie di cereali coltivate e della vegetazione naturale che cresceva attorno al sito.
I risultati delle prime analisi, condotte nel laboratorio di archeobiologia dei musei civici di Como, documentando l’esistenza di sistemi agricoli estremamente sviluppati sul territorio.
Ma, secondo gli esperti, il dato più significativo è dato dal rinvenimento inaspettato di un esteso accampamento di cacciatori-raccoglitori della fase antica del Mesolitico (circa 8.000-7.000 a.C.), vissuti prima dell’arrivo delle popolazioni di agricoltori-allevatori neolitici.
Il villaggio archeologico di Ripoli è uno dei più importanti siti preistorici italiani (databile tra il 4680 e il 4150 a.c. circa) ed ha dato il nome alla “Cultura di Ripoli”, una cultura neolitica diffusa tra Abruzzo, Marche e Lazio e considerata uno dei tratti più peculiari del patrimonio archeologico dell’Abruzzo, alla stregua della civiltà italica.