LAVORO IN CRISI

Vertenza Sixty, rabbia e sdegno contro i proprietari occulti

Saltato l’incontro al Ministero. Marco Fars (Prc): «atteggiamento scandaloso dalla proprietà»

Redazione Pdn

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Vertenza Sixty, rabbia e sdegno contro i proprietari occulti

CHIETI. La vertenza Sixty doveva approdare ieri sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico.


 Così è stato deciso dopo il forte sciopero delle maestranze del 5 settembre scorso.
La nuova direzione aziendale della Sixty avrebbe fatto saltare l’incontro comunicando solo in tarda serata che non avrebbe partecipato. Dopo aver appreso la notizia un centinaio di lavoratori guidati da vertici regionali e provinciali di settore, della Cgil, hanno occupato ieri la hall dello stabilimento in segno di protesta. Oggi, come annunciato dal segretario provinciale Filctem Cgil, Giuseppe Rucci, una delegazione di lavoratori farà tappa presso l’Aeroporto d’Abruzzo in occasione del convegno in programma alle 10.45, nella sala congressi, con l'economista Dominick Salvatore, consulente della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale ed il presidente della Giunta regionale,Gianni Chiodi. Circola voce che sarebbe già stata fissata la prossima data del meeting, a Roma, per il 20 settembre.
E cresce la rabbia di lavoratori e sindacati. Una rabbia che cresce anche in relazione con le notizie che filtrano sulla nuova proprietà legata ad un fondo con base in paradisi fiscali per cui i proprietari rimangono occulti.
E infatti, uno dei misteri è proprio su chi rappresenti la Crescent Hyde Park (il fondo d’investimento panasiatico con sede alle isole Cayman) che ha acquisito l’azienda, fondata nel 1987 e cresciuta a Chieti scalo dientando famosa nel mondo con marchi storici di abbigliamento alla moda.
 «Ci aspettiamo chiarezza sui nuovi proprietari e sul loro piano industriale», ha detto Rucci, «ma non solo. Vogliamo conoscere lo stato della trattativa in corso tra Sixty e banche per la ristrutturazione del debito e quanto e come ciò incida sul futuro dello stabilimento da cui, nel frattempo, un centinaio di lavoratori figure professionali altamente specializzate che hanno creato il Made in Italy stanno uscendo attraverso la cigs. Ci si chiede come sia possibile che il presidente della Regione Abruzzo non sia interessato a conoscere chi abbia acquistato l'azienda».
E’ critico anche il segretario regionale Prc Abruzzo, Marco Fars che ha definito «scandaloso il comportamento della proprietà che ha fatto saltare il tavolo ministeriale».
«A questo punto viene da chiedersi», ha detto, «cosa sia il fantomatico fondo panasiatico e se esista una proprietà. I lavoratori certamente esistono e stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro e un pezzo importante dell'economia del territorio. Una lotta che da mesi viene portata avanti chiedendo certezze per il futuro e che ci sentiamo pienamente di sostenere».
m.b.