PETROLIO A CASA NOSTRA

Estrazione petrolio Abruzzo, presentata moratoria

L’iniziativa è di Walter Caporale (Verdi)

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2510

Walter Caporale

Walter Caporale

ABRUZZO. Detto fatto. Il capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale ha presentato una moratoria contro le estrazioni di petrolio in Abruzzo.

La proposta, già annunciata tempo fa («alla prima occasione utile presenterò una mozione per una moratoria», dichiarava Caporale) mira a bloccare nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese vincolando la Regione Abruzzo al rilascio di concessioni per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
«Vedremo nei prossimi mesi se un potere forte, qual è quello legato all’industria (e alla finanza) del petrolio, eserciterà il suo comando o se la politica abruzzese avrà la capacità di prendere una decisone vincolante per assicurare un futuro migliore ai suoi cittadini», ha commentato Caporale.
Bisogna ricordare, secondo l’ambientalista, che l’Abruzzo è una regione a vocazione turistica: ha quattro parchi nazionali, un parco regionale e ben 24 riserve regionali, tutte di alto valore ambientale e alcune di notevole estensione. Uno dei quattro parchi nazionali e una delle riserve interessano il litorale (Costa teatina e Cerrano). Ben oltre il 30% del suo territorio è dunque protetto.
E questo, secondo Caporale, è il risultato «di quel compromesso tra la definizione della conservazione della natura come valore in sé, rivendicato con forza dalla nuova cultura ambientalista e il concetto di valorizzazione, appannaggio della cultura politica di forze politiche più tradizionali e di una parte del movimento sindacale».
La visione petrolcentrica (secondo cui investire nel petrolio è cosa buona) che ha preso piede in questi ultimi tempi, invece, sta spingendo sulla via delle concessioni.
Il ministro Corrado Passera, ha ricordato Caporale, vuole portare dal 10% al 20 % l’autonomia energetica nazionale e rilanciare le estrazioni del petrolio. Ha intenzione di eliminare il limite delle 12 miglia dalla costa per impianti estrattivi off-shore.
Ma in questo contesto c’è chi ha la forza di ribellarsi. Come la Basilicata “culla” delle estrazioni di petrolio, «esempio di devastazione totale di un territorio, aridità dei campi, abbandono delle campagne, malattie e morte totale del turismo, dell’agricoltura, della pastorizia», ha scritto Caporale sul suo sito, «che è riuscita ad approvare una moratoria contro le estrazioni».
«E’ inconcepibile», ha sentenziato, «che una Regione come la nostra che ha comunque puntato sull’ambiente sia interessata da ricerche petrolifere, perché è un’attività pericolosa in tutta la sua filiera: dall’installazione alla pre-estrazione, dall’estrazione alla lavorazione ordinaria e infine al trasporto (oleodotti, petroliere e mezzi pesanti su gomma)».