LE INTERCETTAZIONI

Di Cristoforo a Gennari: «riattacca l’acqua al ristorante moroso, mi ha chiamato il sindaco»

Gli amici degli amici avevano un trattamento speciale all’Aca. Anche se morosi da anni.

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Di Cristoforo a Gennari: «riattacca l’acqua al ristorante moroso, mi ha chiamato il sindaco»

PESCARA. La disuguaglianza era una pratica consolidata nel “sistema Aca”, quello che prevede sgravi a prescindere se c’è qualche ‘potente’ che lo richiede o lo ordina.
Chi lo avrebbe mai detto che i sindaci tra le migliaia di cose da fare per amministrare un Comune dovessero stare dietro anche alle piccole perdite di contatori…
Eppure sono molti i primi cittadini che direttamente o per interposta persona parlano dell’argomento. La procura nei pochi mesi di indagine ne ha ascoltati alcuni: innocenti richieste per sapere a che punto è la pratica di sgravio (come nel caso di Roberto Angelucci ex sindaco di Francavilla) o nel caso di Giorgio D’Ambrosio (sindaco di Pianella) che si adopera per alcuni lavori che dovrebbero portare l’acqua ad un capannone privato nel comune di Collecorvino.
Quando il sindaco chiama, l’Aca si mette sull’attenti ed è tutto un intreccio di ordini che freneticamente si susseguono, speso anche in contraddizione, perché c’è chi come alcuni letturisti staccano l’acqua perché dagli uffici amministrativi registrano morosità ma se c’è l’intervento del presidente le cose cambiano.
Emblematico è il caso del ristorante Iva di Bucchianico che ha morosità di anni e che riesce a risolvere il problema grazie all’interessamento diretto di Ezio Di Cristoforo (pressato a sua volta dal sindaco Mario Antonio Di Paolo, non indagato).

10 GIUGNO 2010 ORE 13.21: «ABBIAMO CHIUSO I DUE CONTATORI», «HAI FATTO BENE»
Gennari chiama D’Angelo Aladino (non indagato), tecnico dell’Aca e gli chiede...«come si chiama il ristorante che abbiamo chiuso...quello di Angelucci Remo (un altro tecnico dell’Aca che ha operato al caso, non indagato n.d.r.)?»
Aladino: «Iva»
Giancarlo: «ristorante Iva....a posto...e di che Comune è?»
Aladino: «Bucchianico! Senti abbiamo chiuso anche l'altro contatore...»
Giancarlo: «hai fatto bene...»
Aladino: «beh...aveva 2.000 euro di sospesi che doveva pagare!»

Si salutano.

10 GIUGNO 2010 ORE 13.25. DI CRISTOFORO:«MI HA CHIMATO IL SINDACO DOBBIAMO RIAPRIRE»
Quattro minuti dopo Di Cristoforo, presidente dell’Aca, chiama Giancarlo Gennari, responsabile per la fatturazione e consigliere provinciale di Pescara.
Ezio Di Cristoforo: «è stata staccata l'acqua a Bucchianico ad un ristorante da I...Ivan...come cazzo...»
Giancarlo: «ci deve 28.000 euro da 6 anni e non ci vuole mai pagare!»
Ezio: «però fermati...fermati...fermati!»
Giancarlo: «dì...dimmi!»
Ezio: «fermati! Siccome… faccela riattaccare… oggi c'è 500 persone...mi ha chiamato il sindaco ma se domani mattina non viene a fare la rateizzazione a pagare la ristacchiamo!»
Giancarlo: «va bene!»
Ezio: «però chiama Antonio...come si chiama quello lassù?»
Giancarlo: «va bene...va bene!»
Ezio: «però ascolta dammi riscontro immediatamente che devo chiamare il sindaco io!»
Giancarlo: «va bene...va bene...va bene!»
Ezio: «se domani entro mezzogiorno non viene all'ufficio a fare il piano di rientro e pagare la prima rata stacchiamo tutto...»

10 GIUGNO 2010 ORE 13.28. GENNARI AL TECNICO:«RIAPRI SUBITO: HA PAGATO»
Gennari chiama il tecnico Aca della zona di Bucchianico, Angelucci Remo (non indagato) per dirgli della disposizione ricevuta dal presidente. Inizialmente, mentre aspetta che il telefono si connetta, cerca di concordare con una persona che è in sua compagnia la versione da dare ad Angelucci per giustificare il fatto che devono riallacciare l’utenza.
GENNARI: «sono Giancarlo Gennari...allora vedi che ha funzionato alla fine? Praticamente adesso ci hanno pagato e domani mattina ci vengono a pagare le prime due rate quindi adesso è a posto...la puoi andare a riaprire...!»
Remo Angelucci: «no...non ci vado adesso!»
Giancarlo: «perchè?»
Remo: «ti ha pagato?»
Giancarlo: «ha detto che domani mattina viene a fare il pagamento!»
Remo: «non ci vado mi dispiace!»
Giancarlo: «Remo perdonami ma qui ognuno deve fare il suo lavoro...sennò veramente di cosa stiamo parlando?»

Cade la linea.

10 GIUGNO 2010 ore 13.30. IL TECNICO:«PRIMA NON ERA POSSIBILE ORA Sì?»
Nella vicenda, a questo punto, subentra anche Lorenzo Livello che chiama il tecnico per dirgli che gli sta arrivando il fax per riaprire l’utenza del ristorante da Iva.
LORENZO LIVELLO: «…ti sta arrivando alla casa cantoniera un fax di autorizzazione scritta per andare a riaprire urgentemente il contatore al ristorante da Ivo...vai ad aprire che adesso arriva la comunicazione scritta...»
Remo: «allora quando l'ho detto io non era possibile...adesso sì!»
Lorenzo: «ah Renzo...dai và su...sta a posto!»
Remo: «sempre il fesso devo fare io...sempre il fesso!»

Si salutano.

10 GIUGNO 2010 ore 13.32. «QUESTO RISTORANTE SI E’ MESSO UN ALTRO CONTATORE…»
Ancora una telefonata di Lorenzo Livello (non indagato) al tecnico
Remo: «…sempre questo ristorante da Ivo si è messo un altro contatore e adesso non ha pagato nemmeno l'altro contatore...glielo ha messo Antonio Pasquale (un altro tecnico ndr)...quello stava intestato alla mamma e questo lo ha fatto al ristorante...un altro nome...»
Lorenzo: «quindi lui una volta chiuso quello è venuto qua come ristorante e si è fatto riattivare un altro contatore...»
Remo: «esatto...ecco perché mi ha detto...no quello me lo puoi chiudere...»
Lorenzo: «ma c'era un T là...?» (c’era una derivazione a “T”? ndr)
Remo: «si...mi ha detto quello me lo puoi chiudere tanto non mi interessa però io voglio andare a pagare e mi ha detto che Lunedì andava a pagare...»
Lorenzo: «quando è stata chiusa l'acqua al contatore della mamma un anno fà...»
Remo: «non è stata chiuso!»
Lorenzo: «ma se mi stai dicendo che è stato riaperto come ristorante!»
Remo: «no...ha messo un contatore nuovo al ristorante...perché questo qua non ha mai pagato l'acqua...»

LIVELLO:«NON SI CAPISCE PIU’ NIENTE»
Nei successivi minuti Livello, direttore dell’Aca, telefona ad alcuni tecnici per ricostruire la storie e capire chi ha ricevuto l’ordine di chiusura e da chi. La ricostruzione della pratica è difficoltosa.
Poi sconsolato Livello si lascia andare a considerazioni con Nicolina Pietromartire (avvocato dell’Aca, non indagata) e Giancarlo Gennari.
LIVELLO: «Nicolina...Giancarlo...comunque la verità purtroppo è questa...che l'incontrollabilità di questo sistema...questo settore particolare…. (…) ...che non c'è più controllo...non c'è controllo... perchè tu adesso fai un ordine di servizio... dopo 5 minuti chiama... (incomp) ...chiama al sindaco... oh che cazzo è… hai fatto chiudere là... il sindaco chiama il direttore... il direttore chiama.... ma non chiamano poi a te... tu non lo saprai mai... chiamano il fontaniere perciò adesso ho detto a Giancarlo... fai il fax perchè se adesso tu torni a casa e te ne scordi rimane che quello è stato riaperto invece l'ordine di servizio dice chiuso e lei non lo sa...»
E lo sfogo va avanti
«Io vi voglio dire che la colpa non è ne mia... né di Bruno... né di Angelucci Remo... non è di questa gente qua ma purtroppo è di qualche altro che voi sapete... noi lo sappiamo di chi è la colpa... quindi dobbiamo essere chiari davanti al presidente e domani gli dobbiamo dire... “questo servizio non può funzionare per questi motivi... prendiamoci la responsabilità... voi prendetevi la responsabilità come amministratori che questo servizio non potrà mai funzionare quindi le chiusure gestitevele voi...” gli ordini di chiusura li devi far firmare a lui perché a questo punto la tua firma non vale niente...tu ti sputtani solamente Nicolina... (…) ...pure nei confronti degli utenti... dei dipendenti...di tutti quanti è uno sputtanamento totale!...Perché voi credete che domani quello viene a pagare o Lunedì viene a pagare ristorante da Iva?»
Poi dopo alcuni minuti la polizia registra una nuova conversazione di Livello con Di Cristoforo.
LIVELLO: «...Ezio...allora adesso ti faccio una domanda... posso fare una provocazione... domani quello (il titolare del ristorante) non viene a mezzogiorno... e a mezzogiorno e mezzo chiudiamo l'acqua... all'una ti chiama il sindaco e ti dice che domani sera c'è un altra comunione... tu che fai?»

Poi la conversazione si interrompe. 


10 GIUGNO 2010 ORE 13.40. DI CRISTOFORO A LIVELLO:«OGGI NON MI STAI PIACENDO»
Ezio: «allora?»
Giancarlo: «adesso lo abbiamo chiamato (riferito a Remo Angelucci ndr) ...adesso gli stiamo mandando anche un fax perchè vuole anche la cosa scritta…»
Ezio: «digli ad Angelucci che andasse là...no la cosa scritta!...»
Poi Ezo di Cristoforo parla con Livello: «mi ha chiamato il sindaco di Bucchianico e giustamente io ho difeso l'operato che abbiamo fatto noi perchè è giusto che sia così...adesso mi ha chiesto solo che siccome questa sera ha 500 persone... però ascolta se domani mattina non viene entro mezzogiorno... fanno la rateizzazione e versano la prima cifra ci si chiude l'acqua definitivamente...»
Lorenzo: «Ezio...va bene...stiamo già operando...»
Ezio: «ti stavo dicendo come stanno le cose...non hai capito allora...che hai fatto questa mattina Lorenzo?»
Lorenzo: «è un problema che adesso stavo parlando con Nicolina...non si gestisce così il servizio...comunque fate come vi pare io sono un dipendente ed eseguo gli ordini...»
Ezio: «Lorenzo questa mattina non mi stai piacendo...quando fai così...»
Lorenzo: «oh...ma che ti devo dire? Cosa c'entro io in questa cosa? Io non c'entro niente...adesso ho chiamato»
Ezio: «allora io sto parlando con l'amico mio...non sto parlando con...»
Lorenzo: «allora da amico ti dico che non va bene così!»
(…)
Ezio: «il sindaco ha preso l'impegno lui...»
Lorenzo: «ha preso l'impegno il sindaco...va bene Ezio!»
Ezio: «ha preso l'impegno il sindaco e domani mattina viene lui... se non viene entro mezzogiorno si va a chiudere l'acqua, qual è il problema... il sindaco è un socio non gli posso dire di no!»
Di Cristoforo fa notare che a certe richieste non si può dire di no, specialmente se a chiedere è un sindaco che è socio dell’Aca e che dunque deve votare.
Il sindaco di Bucchianico alle votazioni di agosto avrà riconfermato la sua preferenza per Di Cristoforo oppure no? (La risposta è qui)
a.b.