sabato 20 dicembre 2014

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LA DENUNCIA

Elettrodotto Gissi, Di Pasquale:«la Procura di Chieti non indaga e archivia ma il reato è stato commesso»

E scatta la denuncia “bis” contro i Comuni e l’appello al Capo dello Stato

Elettrodotto Gissi, Di Pasquale:«la Procura di Chieti non indaga e archivia ma il reato è stato commesso»
ABRUZZO. «Una storia inverosimile».
Così il perito tecnico Antonio Di Pasquale ha bollato la vicenda dell’elettrodotto Villanova-Gissi, la seconda parte della mega opera di ingegneria che dovrebbe portare energia elettrica dal Montenegro attraverso un cavo sottomarino da Tivat a Pescara e poi da Villanova di Cepagatti fino a Gissi via terra con un elettrodotto aereo.
Inverosimile perché, secondo il perito, i Comuni che verranno attraversati non hanno pubblicizzato in maniera adeguata l’operazione togliendo ai cittadini la possibilità di opporsi. Ed ancora più inverosimile, secondo Di Pasquale, «è il fatto che la denuncia finita sul tavolo della Procura di Chieti è stata archiviata ben due volte con la motivazione che non sussiste reato».
Il perito ci riprova: «stanco, depresso ed allibito», come lui stesso si autodefinisce in un accorato appello al Presidente della Repubblica, ma ci riprova. Perché i fatti, secondo lui, «dimostrano che reato c’è stato».

I FATTI
I fatti contestati sono questi: il 5 aprile scorso nove Comuni (Casalincontrada, Chieti, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Guardiagrele, Filetto, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano e Paglieta) interessati da una variante all’elettrodotto avrebbero dovuto pubblicare, attraverso i rispettivi albi pretori, l’avviso col quale davano ai cittadini 30 giorni di tempo per presentare osservazioni. Ma otto giorni prima della scadenza Di Pasquale ha denunciato al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Procura di Chieti un’anomalia: l’omessa pubblicazione dell’avviso da parte dei Comuni sul sito Web istituzionale. Fatto di per sé grave, sottolinea il perito, perché in violazione delle norme sulla trasparenza amministrativa online cui gli Enti pubblici sono tenuti più di tutti.
A quel punto la Procura di Chieti a seguito della denuncia ha aperto un procedimento. Il Ministero dello Sviluppo Economico intanto ha acquisito dai vari Enti interessati i referti nei quali tutti i Comuni attestavano la regolare pubblicazione dell’avviso.
«Così dopo otto giorni il Pm di Chieti, ricevuto il fax ministeriale che diceva che tutto era avvenuto secondo regola», racconta Di Pasquale, «senza aver svolto alcun atto d’indagine, ha archiviato d’ufficio il procedimento senza dare alcuna motivazione, dicendo che i fatti non costituivano notizia di reato, senza ovviamente avvisare me, il denunciante».
Il 2 luglio Di Pasquale ci ha riprovato inviando al Ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Chieti una nota/fax con la quale denunciava la non veridicità di quanto dichiarato dai vari Enti pubblici sottolineando che la sua tesi era facilmente verificabile accedendo ai vari albi on-line dei Comuni interessati.
La Procura della Repubblica di Chieti ha aperto quindi un nuovo procedimento «ma, come accaduto per il precedente, il nuovo Pm ha seguito, pari pari, le orme del collega archiviandolo dopo solo otto giorni in data 10.07.2012 senza svolgere alcun atto
d’indagine». Veniamo a due giorni fa. Il 6 settembre scorso Di Pasquale ha presentato un nuovo esposto- denuncia presso il comando dei Carabinieri di Chieti.

«IL REATO E’STATO COMMESSO»
Il perito ne è sicuro: «i Comuni hanno commesso reato». E ne è tanto sicuro da denunciare l’accaduto al Presidente della Repubblica.
Secondo il perito solo il 4 maggio (il giorno prima della scadenza dei tempi concessi per presentare osservazioni) gli Enti hanno pubblicato l’avviso sull’albo pretorio online ma in modo incompleto e senza rispettare i criteri di accessibilità (quelli che permettono ai diversamente abili di consultare i documenti pubblici online). In particolare il Comune di Casalincontrada «ha reso pubblico l’avviso in formato pdf senza firma digitale», Chieti «ha esposto l’avviso anche se per accedervi c’è bisogno di registrarsi»; Fara Filiorum Petri «non lo ha pubblicato», Casacanditella «ha caricato il file ma non è accessibile perché di grandi dimensioni»; Filetto ha pubblicato l'avviso «in formato word senza firma digitale»; stessa cosa ha fatto il Comune di Sant’Eusanio del Sangro; Castel Frentano ha caricato «solo 16 pagine delle totali 108 dell'avviso stesso», sull’albo del Comune di Paglieta «c’è l’avviso ma il relativo file non risultava accessibile perché danneggiato; stessa cosa per Guardiagrele».
«Come si può archiviare un procedimento senza svolgere un atto d’indagine», si è sfogato il perito, «dopo che una persona denuncia dei palesi falsi in atto pubblico facilmente verificabili? Come si può affermare che i fatti non costituiscono notizia di reato quando, per esempio ancor oggi, se si accede all’archivio storico dell’albo pretorio on-line del Comune di Castel Frentano si può verificare che l’avviso pubblicato dall’Ente contiene solo 16 pagine anziché 108? Oppure quando il Comune di Fara Filiorum Petri dichiara di aver correttamente pubblicato l’avviso ma senza ombra di dubbio, come denunciato anche da diversi residenti dello stesso comune direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, non lo ha fatto? Perché se una comune persona denuncia un fatto non vero viene giustamente perseguita dalla Magistratura ma se lo fa un funzionario pubblico questo non accade?».
Queste e tante altre domande sono al vaglio, stavolta, dell’opinione pubblica.    



Marirosa Barbieri

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08/09/2012 - 12:44

Commenti

1

Scrive Umberto Eco:

21/09/2012 13:10

Postato da acqua

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. 2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia. Umberto Eco

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