IL CASO

Boom defibrillatori, obbligo su tutti i campi sportivi

Per usarli serve un corso di un giorno

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Un defibrillatore

Un defibrillatore

ROMA. Una vera e propria 'armata' di defibrillatori sta per invadere il nostro paese.

Il decreto sulla sanità approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri prevede infatti l'obbligo della presenza dell'apparecchiatura su tutti i campo sportivi, sia professionisti che amatoriali. Quella che dovrebbe essere solo l'avanguardia di una ancora più ampia dotazione che coinvolga tutti i luoghi molto frequentati è accolta con favore dai cardiologi: con poco più di mille euro di spesa e un corso di un giorno la possibilità é di salvare migliaia di vite.
«Non serve personale medico per l'utilizzo del defibrillatore - afferma Francesco Fedele, presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione - basta un corso di un giorno, dove si insegnano le basi della rianimazione cardiopolmonare e dell'arresto cardiaco. I defibrillatori moderni, peraltro, sono in grado di capire da soli se ci sono le condizioni per dare una 'scarica', quindi è impossibile un uso improprio. Ogni anno in Italia mille persone sotto i 35 anni muoiono per attacco cardiaco improvviso, 40mila in tutto».
Al momento non ci sono stime precise sul numero di defibrillatori necessari in Italia, ma per quanto riguarda gli impianti sportivi si può citare uno studio di Unioncamere che nel 2005 aveva censito quasi 15mila impianti sportivi. A questi potrebbero aggiungersi le 8500 palestre presenti su tutto il territorio nazionale, mentre il Coni ha censito nel suo registro 110mila società dilettantistiche, tutte potenzialmente interessate dal decreto: «Un defibrillatore costa circa mille euro, e mentre il tasso di sopravvivenza ad un arresto cardiaco é del 3-4%, quando si ha uno di questi dispositivi vicino può salire al 50% - spiega Giuliano Altamura, presidente della Fondazione Insieme per il Cuore - lo dimostra il caso della stazione Termini a Roma: dopo l'installazione su 18 arresti cardiaci avvenuti nell'edificio 9 persone si sono salvate».
Un decreto del giugno 2011 imponeva alle Regioni di dotarsi di defibrillatori nei luoghi più affollati: «Alcune si sono adeguate rapidamente, come Emilia e Toscana - prosegue Altamura - mentre altre come il Lazio sono molto indietro». L'adozione del defibrillatore, afferma anche Enrico Castellacci, medico della Nazionale azzurra e presidente dell'Associazione dei Medici del calcio, potrebbe evitare casi come quelli finiti sulle prime pagine in questi mesi: «Questo è un grande passo avanti - dice Castellacci - i rischi tra chi svolge sport a livello dilettantistico sono grandi. Dispiace solo che un passo del genere venga compiuto dopo fatti tragici».