IL CASO

Mafia, scarcerazione per favismo, parziale archiviazione dell’indagine

Direttore del penitenziario di Sulmona trasferito

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Mafia, scarcerazione per favismo, parziale archiviazione dell’indagine
ROMA. E' stata soltanto parziale l'archiviazione dell'indagine ministeriale sulla scarcerazione del manager della sanità siciliana Michele Aiello.

Il tribunale di sorveglianza de L'Aquila aveva concesso al detenuto, lo scorso febbraio, i domiciliari per un anno per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute in quanto affetto da favismo.
Già lo scorso maggio il direttore del carcere di Sulmona, Sergio Romice, è stato trasferito, sottoposto a provvedimento disciplinare e sostituito da un nuovo direttore, Massimo Di Rienzo.
Gli ispettori del Dap - secondo quanto si apprende - avrebbero contestato infatti a Romice la responsabilità di una non corretta gestione della vita detentiva di Aiello.
In sostanza, le condizioni di salute del manager sarebbero andate peggiorando perchè non gli furono somministrati cibi e farmaci non dannosi o non incompatibili con la sua malattia.
Queste «gravi negligenze» avrebbero portato il detenuto alla cachessia (una grave forma di deperimento organico, ndr) e a una considerevole perdita di peso, tanto da rendere incompatibile la detenzione con le sue condizioni di salute.
Per questo motivo il tribunale di sorveglianza dell'Aquila ne ha disposto la detenzione domiciliare per un anno. Decisione, quest'ultima, oggetto di ulteriori accertamenti da parte degli ispettori del ministro della Giustizia Paola Severino, che sul punto però non hanno riscontrato irregolarità o «abnormità».
Aiello per il medesimo processo era già stato scarcerato due volte, e per lunghi periodi, nel 2004 e nel 2010, per gli stessi problemi di salute, dall'Autorità giudiziaria palermitana, senza che la cosa suscitasse alcun clamore. Nei mesi scorsi i sindacati hanno difeso a spada tratta il direttore del carcere.