DIGITALE TERRESTRE

I canali tv cambiano posto. Lo dice il Consiglio di Stato

Adiconsum: «finalmente attenzione agli utenti»

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I canali tv cambiano posto. Lo dice il Consiglio di Stato
ITALIA. La signora Maria, 78 anni, pugliese, non ci capisce più niente. Da quando il digitale terrestre ha fatto irruzione nelle sue abitudini rintracciare il suo amato canale Telenorba è diventata un’impresa.

Stessa cosa succede a Napoli dove il signor Antonio fa zapping tutte le sere per trovare il suo programma del cuore.
Oggi il Consiglio di Stato ha deciso: l’Agcom dovrà ridefinire l'ordine automatico dei canali televisivi, il logical channel number (la logica in base a cui sono stati assegnati i canali) tenendo conto possibilmente delle abitudini e preferenze televisive degli utenti. I giudici hanno confermato così le sentenze del Tar del Lazio.
Attualmente i canali sono così disposti: i primi sette, in ordine, sono seguiti da Mtv e Deejay Television; gli altri (soprattutto tv locali diverse da regione a regione) sono confinati e sparpagliati in posizioni a due cifre. Un problema che va a sommarsi allo scarso segnale del digitale terrestre in numerose zone d’Italia (Abruzzo compreso).
Ci sono state molte proteste e ricorsi da Nord a Sud dello stivale. Da tempo Adiconsum (l’associazione che tutela i diritti dei consumatori) chiede ad Agcom di aprire un tavolo di confronto che risolva, col minor impatto in termini operativi e di costi, il problema.

«Il Consiglio di Stato», ha dichiarato Pietro Giordano segretario generale di Adiconsum, «nella sentenza riprende quanto da noi richiesto durante l'audizione in Agcom evidenziando che l'ordinamento deve tener conto delle abitudini e preferenze televisive degli utenti e che l'assegnazione dei numeri non può basarsi sulle graduatorie dei Corecom (comitati regionali per le comunicazioni) per l'assegnazione dei contributi o altri sistemi astratti. È urgente, quindi, valutare ed apportare le necessarie modifiche di sistema, senza creare ulteriori criticità ai consumatori, visto che molti utenti sono passati al digitale da ben 4 anni».
Resta il rammarico per non aver risolto la faccenda con un confronto sereno tra parti sociali. Cosa che avrebbe fatto risparmiare tempo e denaro.
«Se ciò fosse stato fatto anche nel passato», ha concluso Giordano, «ed Agcom avesse tenuto conto delle indicazioni di Adiconsum, che formulò anche in accordo con i rappresentanti delle emittenti, si sarebbero risparmiati costi, compresi quelli di diversi gradi di giudizio, e rispettata maggiormente l'utenza».
m.b.