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Traffico illecito di animali: primo processo a Napoli

I fatti si riferiscono al traffico di animali del canile di Panza a Forio di Ischia

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Traffico illecito di animali: primo processo a Napoli
ITALIA. Maltrattati ed usati come merce di scambio. Partivano dal sud dell’Italia, ed erano diretti al nord dell’Europa.

Così centinaia di migliaia di cani del canile di Panza a Forio di Ischia si preparavano a diventare pellicce, oggetti sessuali, cavie da laboratorio.
Nel 2006 grazie all’imbeccata dell’animalista Esposito Giovangiuseppe la polizia intercettò e sequestrò un motofurgone con a bordo numerosi cani provenienti dal canile in questione, diretti in Germania, in condizioni igienico-sanitarie raccapriccianti. Il 9 luglio scorso innanzi alla nona sezione del tribunale di Napoli si è aperto il primo processo in Italia, relativo alle denunce in ordine a sospette illegalità perpetrate nel canile di Panza. Il primo processo in Italia sulla tratta di animali all’estero. Il secondo atto di forza contro i soprusi su animali dopo le forti contestazioni contro Green Hill (il canile lager in cui migliaia di beagle venivano utilizzati per la vivisezione e la sperimentazione scientifica).
Nel corso del processo è stato ascoltato proprio Esposito Giovangiuseppe. L’udienza sarà aggiornata al prossimo 29 ottobre quando verranno ascoltati altri testimoni.
I reati ipotizzati e contestati vanno dal maltrattamento di animali, falsità ideologica e materiale, oltre all’associazione per delinquere, finalizzata all’illecito traffico di esseri senzienti.
Parole di entusiasmo sono state espresse da Patrizia e Maria Pagano dell’associazione Una (Uomo-Natura-Animali Ischia) che però non hanno nascosto il loro dispiacere per il fatto che il Comune di Forio non si sia costituito parte civile, «coerentemente con il suo atteggiamento omissivo ed illecito, dal momento che ha continuato ad autorizzare l'espatrio dei suoi animali».
Sulla stessa lunghezza d’onda è Walter Caporale, presidente dell’ associazione “Animalisti Italiani Onlus” che ha ricordato come siano già migliaia le firme per la petizione rivolta al Parlamento affinchè la nuova legge sul randagismo preveda misure idonee a fermare questi illeciti.
«Ci aspettiamo l’avvio di indagini approfondite», ha concluso Caporale, «che possano finalmente sgominare queste bande di trafficanti e delle reti internazionali a loro legate. Il nostro paese si è indignato per la sorte dei beagle di Green Hill e non mancherà di affiancarci nella battaglia contro il traffico degli animali».