IL FATTO

Truvada: il farmaco che non ti fa prendere l'Aids... se usi il profilattico

Il farmaco può non avere anche una serie di effetti collaterali

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

12798

Truvada: il farmaco che non ti fa prendere l'Aids... se usi il profilattico
USA. Truvada. Nome semplice. Facile da tenere a mente quando lo si cerca tra gli scaffali della farmacia.

E’ il nuovo farmaco autorizzato dalla Food and Drug Administration (Fda), l'organismo di vigilanza sui prodotti di carattere medico e alimentare, in grado di ridurre i rischi di contrarre l’Hiv. Riduce, non elimina la possibilità di prendere il virus. E può essere addirittura inutile se utilizzato come unico mezzo di profilassi (senza cioè ricorrere anche a rapporti sessuali protetti).
Che senso ha dunque consumare un farmaco dai gravi effetti collaterali (come specifica la stessa azienda farmaceutica produttrice) quando comunque si deve ricorrere all’uso del profilattico? Si chiedono in tanti. C’è chi è seriamente preoccupato, invece, che il via libera al farmaco possa suscitare un falso senso di sicurezza nella popolazione, inducendo a trascurare misure importanti per la prevenzione dell'infezione.
La pillola prodotta dalla californiana Gilead Sciences, viene già attualmente impiegata insieme ai farmaci anti-retrovirali per la prevenzione dell'infezione da Hiv-1 in adulti non infetti (cosiddetta profilassi pre-esposizione). Possono usarlo dunque solo i soggetti più esposti a contrarre il virus non quelli malati. E’ buona prassi quindi accertarsi prima che si goda di ottima salute attraverso test o controlli.
Alcuni studi effettuati su un campione di soggetti omosessuali esposti al virus in un lasso di tempo di tre anni hanno dimostrato che la somministrazione del farmaco rigorosamente accompagnato da rapporti sessuali protetti ha ridotto del 42 % il rischio di infezione. L’anno scorso, scrive il New York Times un altro studio ha dimostrato la riduzione di rischi di infezione del 75 % in coppie eterosessuali in cui uno dei due partners era infetto.
Tra gli effetti collaterali del farmaco indicati sul sito dell’azienda produttrice ci sono un quantitativo eccessivo di acido lattico nel sangue che induce a debolezza, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, nausea, vomito, aritmie cardiache, brividi di freddo, febbre, problemi epatici, sovrappeso. In alcuni casi anche la morte.
Tra i soggetti che devono obbligatoriamente stare alla larga dal farmaco, ci sono le persone ammalate di Aids, le donne in gravidanza, o in fase di allattamento.


I PAZIENTI: «E’ TUTTO UN BUSINESS»
Per alcuni dei diretti interessati (i pazienti che hanno fatto uso della pillola) si tratta di un business. Sul blog americano “Joe. My God” nessuno dice di aver registrato effetti collaterali ma quasi tutti sono concordi sul fatto che il farmaco non risolve i problemi.
«Sono stata sotto cura del Truvada», scrive Ospite, «a lungo, senza avere nessun effetto collaterale. Sono scettica sul fatto che possa funzionare nella popolazione a basso rischio di contrarre il virus. Sono certa che non è una pillola magica in grado di prevenire l’Aids».
Deedrdo scrive: «ma perchè dobbiamo pagare 14.000 euro all’anno per il farmaco quando possiamo semplicemente fare sesso protetto? E poi ho paura che questa cosa possa essere una sorta di carta bianca che incoraggia al sesso senza protezioni. Con il rischio di avere più malati. Lo dico perché sono uno di quelli che ha l’Aids nel sangue. Uno di quelli per cui il Truvada è fresh water (acqua fresca)».

Marirosa Barbieri