LA SENTENZA

Calcioscommesse: sconto per 5 club da Corte Figc

Le “graziate” sono Pescara e Albinoleffe

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Calcioscommesse: sconto per 5 club da Corte Figc
ROMA. La Corte di Giustizia Federale cancella la penalizzazione in classifica del Pescara, riduce quelle di Albinoleffe (da -15 a -9), Novara (da -4 a -3), Reggina (da -4 a -3) e Monza (da -5 a -4) e scuote le fondamenta del principio della responsabilità oggettiva, rendendo più lievi le pene inflitte dalla Commissione Disciplinare.

In linea di massima, l'impianto accusatorio della Procura federale resiste anche al secondo grado di giudizio del processo al calcioscommesse basato sul filone della Procura di Cremona, ma ne esce ridimensionato proprio nell'aspetto che più preme ai club: la responsabilità oggettiva, appunto.
E sono proprio cinque delle dieci società che hanno presentato ricorso contro le sentenze della Disciplinare (la dilettante Avesa e le fallite Ancona, Piacenza e Ravenna hanno rinunciato ad agire in secondo grado) a festeggiare il verdetto della Corte presieduta da Gerardo Mastrandrea. Lo fa l'AlbinoLeffe che sperava di ottenere al Tnas i dieci punti con cui le era stato offerto di patteggiare (mentre Palazzi alla Disciplinare ne aveva chiesti 27).
 Un obiettivo che il club lombardo ha già centrato e, addirittura, migliorato senza doversi rivolgere al terzo grado di giudizio della giustizia sportiva. Come si brinderà anche a Pescara che torna nella massima serie senza l'handicap dei due punti in classifica, ma soltanto con un'ammenda di 30mila euro. La Procura federale si consola almeno con i ricorsi respinti di Siena, Spezia e Sampdoria (a cui si sommano quelli di Empoli e Padova) che confermano la forza invece dell'articolo 9 del CGS e in particolare del principio per cui l'appartenenza all'associazione finalizzata alla commissione di illeciti continua nonostante il cambio di squadra da parte del tesserato.

A sostegno di ciò la Corte ha confermato le radiazioni di Mario Cassano, Nicola Santoni, Luigi Sartor e Alessandro Zamperini. Ma tra i 30 tesserati alla sbarra soltanto due si sono visti ridurre la pena: il dirigente Franco De Falco (da 3 anni e 9 mesi a 1 anno e ammenda di 30.000 euro) e il calciatore del Pescara Gianluca Nicco (da 3 anni a 1 anno e ammenda di 30.000 euro), il più giovane tra i coinvolti nell'inchiesta. In attesa delle sentenze, giunte nel tardo pomeriggio, il lavoro in Procura federale non si è comunque fermato. Ci sono i filoni di Bari, Cremona-ter e Napoli da portare avanti. E proprio quello partenopeo è stato oggi sotto la lente degli 007 federali, anche se l'attesa in via Po di Matteo Gianello, l'ex portiere di Napoli che ai pm campani aveva parlato del tentativo di combine di Samp-Napoli (16 maggio 2010), è stata vana. Il calciatore, infatti, ha fatto recapitare un certificato medico in cui si dichiara la sua momentanea indisposizione.

 Il suo legale Eduardo Chiacchio, però, scaccia ogni dubbio assicurando che il giocatore si rimetterà presto a disposizione. Si è, invece, presentato, puntuale negli uffici federali, il tecnico del Napoli Walter Mazzarri. «Sono venuto a dare il mio contributo ai giudici in un momento in cui c'é bisogno di chiarezza, come ho già fatto l'altra volta quando sono stato chiamato (dalla Procura di Napoli, ndr). Con grande serenità. Paura? Ma state scherzando», ha dichiarato l'allenatore prima di varcare l'ingresso di via Po. Qualche dettaglio in più l'ha fornito l'avvocato Mattia Grassani che ha precisato che al tecnico non è stato chiesto di «nessuna gara in particolare». «E' stato domandato a Mazzarri della preparazione - le sue parole -, delle metodologie e come lui aveva visto queste gare, ma la sua risposta è stata per tutte le gare: nulla di anomalo e si è svolto tutto regolarmente».
 Oltre al toscano, hanno sfilato in Procura anche Gianluca Grava e capitan Paolo Cannavaro, che Gianello avrebbe cercato di coinvolgere nella partita sopra citata.
«Ha risposto in assoluta tranquillità su quanto già chiesto dalla Procura di Napoli», ha commentato Ruggiero Malagnini, legale di Cannavaro. Oggi è stato sentito anche Giuseppe Mascara, anche lui citato da Gianello, ma l'ex di Napoli, Catania e Novara si è dichiarato «assolutamente estraneo» alla vicenda.